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Protestano i lavoratori della scuola: “Si buttano milioni per gli Invalsi ma non si vogliono risolvere i problemi”

In presidio davanti alla Regione durante la giornata del test di valutazione. "Il governo non ascolta"

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Nella giornata in cui vengono dati i test Invalsi nella scuola primaria, le prove scritte volte a valutare i livelli di apprendimento di alcune materie fondamentali e sui cui risultati si ottengono indicazioni a livello di classe, istituto, regione e nazione, i lavoratori della scuola si sono riuniti in presidio davanti alla regione Toscana. 

“Per l'Invalsi ogni anno si spendono milioni di euro – spiega Silvana Vacirca dei Cobas – per sentirci dire sempre le stesse cose: che la scuola ha dei problemi. E lo sappiamo. Ci sono carenze di personale, strutture, di tutti quei fondi che servirebbero a recuperare i disagi che ci sono nelle scuole. Cosa che non viene fatta perché dopo che ci dicono che ci sono questi problemi, ogni anno restano uguali, gli stessi”.

Quali sono i problemi della scuola

I problemi della scuola sarebbero numerosi. “Ci sono stipendi troppo bassi – sottolinea Vacirca – in particolare per la fascia degli ata (come bidelli o personale amministrativo, ndr), o i precari che restano tali per 8-10 anni. Questo anche a causa di un sistema di reclutamento che non funziona, l'unico in Europa a essere così complicato e che divide in categorie diverse insegnanti e ata. E poi c'è il problema dell'autonomia differenziata”.

L'autonomia differenziata è il disegno di legge di Roberto Calderoli, che implementa l’autonomia differenziata per le regioni italiane e permette a quelle a statuto ordinario di richiedere maggiore autonomia in 23 materie, tra cui salute, istruzione, sport, ambiente, energia, trasporti, cultura e commercio estero. 

“Un progetto che indebolisce la costituzione – attacca la sindacalista - e rende l'Italia uno stato federale. Anche nella scuola che diventerebbe totalmente regionale con una legislazione esclusiva da parte della Regione. Quindi venti regioni diverse fanno venti scuole diverse. E questo per noi è gravissimo”

Cosa bisognerebbe fare

Per la sindacalista ci sarebbero tante cose da fare per aiutare la scuola. “Intanto ci sarebbe da cancellare l'autonomia differenziata e tornare indietro, perché non è quella la soluzione – commenta – poi aumentare il finanziamento alla scuola e portarlo alla media Ocse, visto che siamo sotto la media. Per il precariato un doppio canale che renda più semplice le assunzioni, anche basandosi sui titoli. I precari sono ultratitolati nella scuola italiana. Quindi ci sono modi per arrivare ad assunzioni più rapide e costanti ogni anno, aumentando così gli organici e rivalutando al contempo gli stipendi”. 
 

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