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Lunedì, 17 Giugno 2024

Presidio per il rapper che rischia l’impiccagione: “Fermare la repressione di Teheran” \ VIDEO

Toomaj Salehi, cittadino onorario di Firenze, è stato nuovamente arrestato e condannato a morte

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In piazza per denunciare ancora una volta la repressione del regime di Teheran che, con l’attenzione internazionale concentrata altrove, in Ucraina e Medioriente, è tornata ad essere particolarmente brutale. A denunciarlo con un presidio sotto Palazzo Vecchio il movimento Donna, vita libertà. Questa volta c’è un motivo in più, però: il rischio impiccagione per Toomaj Salehi, rapper cittadino onorario di Firenze dallo scorso anno, che nei suoi testi denuncia la sistematica violazione dei diritti umani e le quotidiane difficoltà della gente comune. 

“Siamo scesi in piazza con tutta l’urgenza al suo fianco - racconta Mahnaz Lamei di Donna vita libertà - Arrestato a ottobre 2022, una volta liberato ha avuto il coraggio di denunciare un’altra volta la Repubblica islamica, rivelando cosa succede nelle carceri iraniane. È stato nuovamente arrestato, prima condannato a sei anni e poi, ieri, condannato a morte”. Ma la repressione, aggiunge, è nuovamente oltre il livello di guardia: “Da una decina di giorni la Repubblica islamica ha cominciato un nuovo attacco, picchiando e incarcerando le donne e le ragazze che hanno scelto di dire no all’hijab”, rilanciando la protesta scoppiata dopo l’assassinio della 22enne Masha Amini, caduta in coma dopo essere stata pestata a morte dalla polizia morale iraniana. 

Sotto a Palazzo Vecchio, a sostegno della protesta della comunità iraniana, anche il sindaco Dario Nardella, consiglieri comunali (da Antonella Bundu a Mirco Rufilli), l’assessora Sara Funaro e il presidente del Consiglio comunale Luca Milani che ha nuovamente scritto all’ambasciatore di Teheran a Roma, chiedendo “con fermezza alle autorità Iraniane di riconsiderare la sentenza di condanna a morte di Toomaj Salehi”.  “Auspichiamo una revisione del processo nel rispetto dei diritti umani fondamentali. Speriamo sinceramente che la ‘pietas’ prevarrà e che Toomaj Salehi possa essere rilasciato e riunito con la sua famiglia e la sua comunità. Il Comune di Firenze resta impegnato a sostenere la difesa dei diritti umani e a promuovere la pace e la comprensione tra i popoli. Speriamo che questa situazione possa essere risolta pacificamente e che possiamo continuare a lavorare insieme per un mondo più giusto e inclusivo”.

Una richiesta che Donna vita libertà chiede alla comunità internazionale di fare propria insieme a una “moratoria ufficiale su tutte le esecuzioni” e alla ferma condanna di “arresto, tortura, detenzione continuata dei prigionieri politici”. Con un ulteriore invito: “Bene il rafforzamento delle sanzioni dopo l’attacco a Israele, ma queste devono essere mirate, colpire il governo, non la popolazione che sta già soffrendo abbastanza”.

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