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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Lavoro

Rsa, protesta dei dipendenti: “Lavoro precario e non pagato, ora basta”

Sciopero dell'intera giornata indetto dalla Uil, le lavoratrici: “Ci assumono part time ma sgobbiamo tutto il giorno”. Fioccano le cause sindacali per recuperate gli arretrati non pagati

Assunte con contratti part time ma fatte lavorare tutto il giorno, contratti precari da anni, straordinari non pagati. Le lavoratrici delle Rsa, questa mattina al presidio in piazza Duomo di fronte alla Regione, in occasione dello sciopero indetto dalla Uil per l'area Toscana centro, raccontano situazioni di sfruttamento lavorativo di ogni sorta.

"Contratto da part time ma lavoro 300 ore al mese"

“Da 23 anni lavoro con la stessa cooperativa. Sempre come part time, almeno in teoria. Perché faccio straordinari e lavoro notturno e lavoro più che un full time, contratto che però non vogliono concedermi, anche se lavoro fino a 300 ore al mese”, racconta Acralis, 43enne originaria di Cuba e dipendente di una cooperativa che gestisce una casa di assistenza agli anziani nel centro di Firenze. Come tante sue colleghe, in gran parte straniere, ha dovuto rivolgersi al sindacato o privatamente ad un avvocato per cercare di recuperare gli arretrati non pagati. “Ma i primi 10 anni di straordinari li ho persi, sono stata ingenua”, racconta.

Le dipendenti illustrano un mondo, quello delle cooperative, simile ad una giungla, dove ognuna fa un po' quello che vuole, a partire dall'applicazione di contratti non firmati dai principali sindacati. Una realtà simile ad Acralis la racconta Miriam, 39enne peruviana, anche lei assunta tramite una cooperativa.

"Sospesa dopo la maternità"

“Lavoro per la stessa coop da 15 anni. Dopo la maternità mi sospesero arbitrariamente e mi tennero a casa due mesi senza stipendio. Sono tornata al lavoro solo grazie ad una causa sindacale. E pure io devo avere 8mila euro di arretrati, per il lavoro straordinario svolto”, dice la donna.

Poi c'è Assia, marocchina 38enne, anche lei sempre part time da 15 anni nonostante le chiedano turni ben oltre le 8 ore al giorno. C'è Molina, anche lei peruviana: “A me di arretrati ne devono quasi 10mila”, dice.

Il sindacato chiede uno stop al lavoro precario e il rispetto dei diritti dei lavoratori. “Oggi scioperiamo per il mancato rispetto dei contratti di lavoro, contro l'abuso dei doppi turni e il ricorso al lavoro precario. I lavoratori dipendenti delle Rsa hanno diritto a un salario certo, stabile e adeguato”, dice Alessandro Bottai, della segreteria regionale della Uil Fpl Toscana Centro.

La denuncia del sindacato

La Uil denuncia il mancato rispetto dei contratti nazionali di lavoro, l'eccessivo ricorso ai doppi turni lavorativi, a lavoro straordinari e lavoro supplementare, il ricorso a contratti di lavoro part-time “modificati a posteriori con ampliamento temporaneo della prestazione lavorativa”, l'eccessivo carico di lavoro determinato da disfunzioni organizzative, mancate sostituzioni e assunzioni non effettuate.

“Non possiamo tollerare ulteriormente una situazione dannosa nei confronti di lavoratori e ospiti, che non permette di espletare il servizio con la dovuta ed adeguata assistenza. Chiediamo un contratto collettivo nazionale di riferimento unico, per tutti, come era previsto dalla legge regionale 402/2004”, conclude Bottai.

La Uil peraltro ha denunciato come “alcuni datori di lavoro oggi, in occasione dello sciopero, hanno precettato il 100% del personale con l’intento di boicottare la protesta sindacale in barba a ogni regolamento”. Una delegazione sindacale è stata ricevuta dall'assessora regionale al welfare Serena Spinelli. Tramite lei il sindacato ha chiesto alla Regione di vigilare sul rispetto delle norme da parte di gestori di Rsa e cooperative.

FOTO - "Lavoro precario e non pagato, ora basta"

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