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Caro affitti, prosegue la protesta degli studenti. Tenda in piazza Duomo: "Basta privati, più pubblico" / VIDEO - FOTO

E' l'ultimo di una serie di presìdi: "La mancanza strutturale di studentati pubblici e le speculazioni selvagge si intrecciano ai temi di precarietà, salario, disoccupazione e smantellamento delle tutele sociali"

Prosegue la 'protesta delle tende' contro il caro affitti che da tempo investe il mondo degli studenti universitari e non solo. Iniziata nelle scorse settimane, dopo avere fatto tappa nei cortili dei rettorati e delle università più importanti d'Italia, ha coinvolto un mondo composito di sigle studentesche e partitiche.

"Siamo qui, di fronte alla Regione Toscana, perché sono proprio le regioni che gestiscono i fondi relativi al diritto allo studio", dicono i giovani che, sotto la pioggia, questa mattina hanno piantato la tenda di fronte a Palazzo Sacrati Strozzi, in piazza Duomo a Firenze, sede della giunta regionale.

Nei giorni scorsi il governo ha annunciato lo "sblocco" di 660 milioni di euro, per tamponare l'emergenza. "Andranno alle università, che appalteranno ai privati e per l'ennesima volta, invece di finanziare l'edilizia pubblica per gli studentati fuori sede e non solo, finanzieranno ancora enti privati", spiega Mapi Fusi, neolaureata in Storia dell'Arte e attivista di Potere al Popolo, che insieme al sindacato Usb ha aderito al presidio di questa mattina, lanciato da 'Cambiare Rotta - organizzazione giovanile comunista'.

Ovviamente il pensiero va agli ormai 'famigerati' studentati di lusso, "dove si pagano anche 800 euro ed oltre al mese per una stanza". "A Firenze si trovano affitti da 500 euro al mese, a cui aggiungere utenze e caparre che possono arrivare a mille euro", aggiunge Eva Santini, anche lei di Pap, che denuncia come gli studenti costretti a lavorare, spesso in condizioni di sfruttamento a pochi euro l'ora, costringa anche a sacrificare vita sociale e tempo che potrebbe essere dedicato allo studio.

Nei volantini diffusi di fronte alla Regione 'Cambiare Rotta' chiede la regolamentazione del mercato degli affitti, studentati pubblici per tutti e stop alle convenzioni con i privati, un redditto studentesco "per combattere l'esclusione di classe nelle università" e una "riconversione delle centinaia di immobili lasciati sfitti, che devono essere requisiti per andare incontro a chi ha bisogno".

"La 'protesta delle tende' ha rotto il silenzio sugli insostenibili costi degli affitti", si legge ancora. Una "mancanza strutturale di studentati pubblici" che si collega "a una condizione generale di precarietà in cui il carovita si intreccia con il tema del salario, della disoccupazione e dello smantellamento sistematico di tutele sociali e servizi pubblici in nome del profitto". Su questi temi Usb ha indetto uno sciopero generale per il prossimo 26 maggio.

Protresta di fronte allo Student Hotel: "Basta speculazione" / FOTO

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