La protesta dei bibliotecari: “Abbandonati da Palazzo Vecchio, aprite le biblioteche” / FOTO

L'ultimo presidio al giardino dell'Orticoltura: “Ha riaperto tutto, perché noi chiusi? Siamo alla fame”. La replica: "Massimo impegno per soluzione condivisa"

Dopo un presidio sotto Palazzo Vecchio di alcuni giorni fa, tornano a protestare i bibliotecari precari delle biblioteche fiorentine.

Si tratta dei cosiddetti 'esternalizzati', cioè coloro che non sono assunti direttamente dal Comune ma dal consorzio di cooperative che ha in gestione il maxi appalto (peraltro in scadenza a fine giugno, molto probabile la proroga a fine anno 'giustificata' dall'emergenza coronavirus).

Il nuovo presidio è andato in scena ieri pomeriggio, prima che scoppiasse a diluviare, alla biblioteca del Giardino dell'Orticoltura, solitamente molto frequentata dagli abitanti del quartiere e non solo, specialmente in estate, ma ancora chiusa dopo l'emergenza coronavirus.

“In questi mesi di chiusura con la cassa integrazione non siamo arrivati nemmeno al 70% dello stipendio. Alcuni di noi hanno già perso il lavoro, altri hanno i contratti a tempo in scadenza e certamente non saranno rinnovati”, spiega Alessio Nencioni, uno dei bibliotecari 'in appalto', anche se per sua fortuna con il contratto a tempo indeterminato.

Peraltro gli 'esternalizzati', cioè quelli assunti dalle cooperative che gestiscono l'appalto e non da Palazzo Vecchio, sono molti di più di quelli appunto risultanti come dipendenti comunali.

“Siamo preoccupati. Quando scade l'appalto (a fine giugno, ndr) cosa succede? Quanti dei precari non avranno il contratto rinnovato?”, chiede Nencioni.

“All'amministrazione comunale abbiamo più volte chiesto risposte alle nostre preoccupazioni e un incontro che non ci viene accordato. Ormai ha riaperto tutto, la ragione sanitaria sembra una scusa, perché le biblioteche devono restare chiuse? E' anche un grave danno per il mancato servizio nei confronti dei cittadini. Hanno riaperto solo 5 su 13, con servizi ridottissimi, una scelta incomprensibile se non con la volontà di risparmiare”, aggiunge il bibliotecario.

L'amministrazione, interpellata, risponde. "Come ho già avuto modo di affermare in consiglio comunale stiamo lavorando ad un'ipotesi di ulteriore riattivazione graduale dei servizi. Per quanto riguarda la sospensione del contratto d'appalto, questo periodo verrà recuperato a partire dalla sua riattivazione. Vorrei rassicurare i lavoratori sul fatto che l'amministrazione sta facendo il possibile per arrivare ad una soluzione condivisa con le cooperative e con le sigle sindacali già nella prossima settimana", le parole dell'assessore alla cultura Tommaso Sacchi.

La situazione resta però tutt'altro che risolta (il deficit del Comune, stimato in circa 200 milioni di euro, non è certo rassicurante) e le parole dell'assessore non convincono i diretti interessati. L'iniziativa di ieri è stata organizzata dai bibliotecari precari e a portare la propria vicinanza ai lavoratori c'erano Stefano Cecchi del sindacato Usb e Giuseppe Cazzato dei Cobas. Nei prossimi giorni non sono escluse nuove iniziative.

Su Facebook è stata aperta anche la pagina Biblioprecari Firenze, dove i bibliotecari e gli archivisti chiedono la riapertura di tutte le biblioteche e di tutelare “il lavoro e garantire il diritto all'accesso alla cultura e all'informazione”. Lanciata anche una petizione su Change.org che in pochi giorni ha superato le 3mila firme.

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