Bibliotecari precari, nuova protesta alle Oblate: "Riaprite le biblioteche, salvate lavoro e servizi" / FOTO

Già annunciato anche un altro presidio sotto Palazzo Vecchio: "Il Comune continua a non rispondere"

Nuova protesta questa mattina, dopo quelle delle scorse settimane, da parte dei bibliotecari precari delle biblioteche fiorentine. "Nonostante le nostre richieste all'amministrazione comunale, la situazione non cambia di una virgola", dicono i 'BiblioPrecari', come si firma la pagina Facebook aperta sul social.

A protestare sono soprattutto i cosiddetti 'esternalizzati', coloro che, pur lavorando per le biblioteche fiorentine, non sono assunti dal Comune di Firenze ma dalle cooperative che hanno vinto il maxi appalto per la gestione appunto delle biblioteche (appalto peraltro in scadenza, fatto che aumenta la preoccupazione e l'incertezza sul futuro dei lavoratori).

Come denunciato già nei giorni scorsi, diversi bibliotecari precari che erano assunti a tempo determinato hanno perso il lavoro, altri sono 'in scadenza' e non sanno se saranno 'rinnovati' e tutti nel periodo del lockdown hanno subito pesanti tagli allo stipendio.

I bibliotecari chiedono "il pieno recupero del piano occupazionale" e, di fronte alla riapertura con servizi minimi di sole 5 biblioteche, "la riapertura di tutte le biblioteche, di tutti i servizi bibliotecari e archivistici e soprattutto la tutela dei diritti dei lavoratori in appalto".

La protesta di questa mattina si è svolta in un luogo simbolo, il cortile della Biblioteca delle Oblate. "C'è forte preoccupazione per il futuro dei dipendenti in appalto e per la sospensione dei servizi. Serve un tavolo per far ripartire servizi e biblioteche, che dal 26 maggio sono riaperte in formazione ridottissima. Attualmente sono operativi solo i dipendenti comunali, un numero esiguo che non può copre il servizio bibliotecario", dice al megafono Gabriella Falcone, riportando anche la solidarietà della sezione toscana dell'Associazione italiana biblioteche (Aib).

Viene poi denunciata la "precarietà data dal sistema degli appalti" e sottolineato il "pericolo di disoccupazione dei lavoratori in appalto". Per chiedere al sindaco Nardella e all'assessore alla cultura Sacchi di riaprire le biblioteche è stata lanciata anche una petizione su Change.org, che ha superato le 4mila firme.

Firme che lunedì saranno portate direttamente sotto Palazzo Vecchio, in un presidio annunciato per le 14:30, quando nel Salone dei Cinquecento inizierà il consiglio comunale. L'amministrazione del resto si trova in grandissime difficoltà visto il maxi deficit (200 milioni di euro) causato sul bilancio dall'emergenza coronavirus. "Facciamo il massimo, fosse per me le riaprirei tutte subito", diceva del resto nei giorni scorsi l'assessore Sacchi.

Assessore al quale i precari chiedono l'apertura di un tavolo "ma non riceviamo alcuna risposta". "L'amministrazione comunale - scrivono su Facebook i BiblioPrecari annunciando il presidio -, ha riaperto le biblioteche e l'archivio storico lasciando a casa i lavoratori e le lavoratrici esternalizzati e offrendo ai cittadini un servizio ridotto al minimo. Colpa del virus? No, il Comune risparmia sulle vite dei lavoratori e sull'accesso alla cultura".

Solidarietà ai bibliotecari è arrivata dai consiglieri comunali di Sinistra progetto comune Bundu e Palagi. "Bene il presidio di lunedì - scrivono i due consiglieri in una nota -. La piena riattivazione dei servizi non avviene per problemi di bilancio, quindi alla vicenda occorre trovare una risposta politica".

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