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Gli antagonisti in Piazza San Lorenzo durante la protesta

Gli antagonisti in Piazza San Lorenzo durante la protesta

Protesta degli antagonisti in centro: “Basta mi trasferisco”

Il regista e attore esasperato: “Amo Firenze ma non la riconosco più”

Via della Stufa è ridotta a una latrina maleodorante quando i residenti si armano di secchi e cominciano a scrosciare acqua dalle finestre per evitare che le ragazze si calino i pantaloni e si liberino di quanto tracannato in piazza. 
Qualche figura più ostica non se ne avvede e orina comunque all’angolo di marciapiedi e ai piedi dei portoni, noncurante degli obiettivi degli smartphone dei residenti che commentano increduli con voce altisonante quei gesti per dissuadere i ragazzi da fare pipì sul loro uscio di casa. 

Una serata che ricordano bene i residenti di San Lorenzo, sia per l’assembramento ai piedi delle Cappelle Medicee, sia, appunto, per le libertà che alcuni si sono concessi dimenticando le limitazioni del Covid.  
Venerdì infatti si è tenuto per ore un presidio di un gruppo di antagonisti che ha manifestato la loro solidarietà ai compagni interessati dalla misure disposte nelle scorse settimane per la manifestazione non autorizzata del 30 ottobre scorso. 

Un angolo del centro in cui il rispetto è stato conculato da atteggiamenti sprovveduti. “Abbiamo tempestato il centralino delle forze dell’ordine - spiega Vicenzo De Caro, attore e regista napoletano che da quasi tre lustri vive a Firenze - ma la vicenda è andata avanti”. 

“Personalmente non mi sento tutelato. Io non concordo con le limitazioni imposte per il Covid-19, ma le rispetto perché voglio tornare a vivere. E’ da un anno che non lavoro”.  “Questa non è più Firenze, da quando c’è la pandemia il centro è un far west”. “I video sono già stati inviati all’amministrazione perché questo angolo del centro è sotto pressione”.  Proprio su questo la digos si sta muovendo visionando i filmati delle telecamere cittadine.  

“Se prima della pandemia quest’area era diventata un dormitorio di turisti, che si appoggiano a case in affitto, una specie di parco giochi, adesso è terra di nessuno”. “Questa è la goccia che fa… insomma ha capito. Da un anno non lavoro e devo pagare 1400 euro d’affitto, non voglio vivere così - racconta compunto mentre prepara gli scatoloni”.
 

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