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"Entro il 2025 il nuovo Sant'Orsola": ecco come sarà / LE IMMAGINI

Il gruppo francese Artea presenta il progetto insieme al sindaco: "Spazio a disposizione del quartiere. E poi scuola di hotellerie, atelier artigiani, negozi, palestra, centro congressi, ludoteca, bar ristorante e biblioteca"

Un investimento da parte del gruppo immobiliare francese Artea di 31,5 milioni di euro, per far rinascere l'ex convento di Sant'Orsola, che risale al 13esimo secolo e ha subito nel tempo numerosi interventi di adattamento, i più gravemente impattanti negli anni '80, propedeutici al trasferimento della Guardia di Finanza, poi mai avvenuto. Quindi decenni di abbandono.

La notizia dell'affidamento ad Artea della struttura per i prossimi 50 anni, dopo l'accollamento dei grossi e costosi lavori di riqualificazione da fare, era arrivata qualche settimana fa. Questa mattina il progetto è stato presentato dal sindaco Dario Nardella assieme al presidente del gruppo francese Philippe Baudry.

E' prevista la realizzazione di spazi per formazione, laboratori di artisti e artigiani, spazi museali, una scuola di alta formazione internazionale a cui legare una 'foresteria' (struttura ricettiva solo per gli studenti, e non un albergo, è stato chiarito durante la conferenza stampa), ma anche negozi, ristoranti, bar, artigianato italiano, spazi per coworking, una ludoteca, un giardino urbano e un'area fitness-palestra.

"Qualcosa si simile esiste già a Pariti nel quartiere della Bastiglia ed ha enorme successo", assicura Baudry, leader di un gruppo, Artea appunto, che nel 2021 conta di fatturare oltre 100 milioni di euro.

"E' un grande orgoglio arrivare finalmente a poter annunciare la rinascita di questa area, era l'ultima grande sfida urbanistica strutturale da affrontare nell'area del centro storico Unesco", dichiara Nardella.

"Non è un'operazione speculativa, lo voglio chiarire subito. Non nasceranno centri commerciali né nuovi alberghi in un'area dove ce ne sono già abbastanza. Sarà invece un rilancio per l'intero quartiere, una ricucitura tra il Sant'Orsola e tutto il quartiere circostante di San Lorenzo attraverso i tre chiostri interni che diventeranno piazze pubbliche accessibili a tutti", prosegue il sindaco.

Cioè il cortile dell'Orologio, il più grande, dove si potranno tenere anche eventi pubblici e spettacoli con musica dal vivo, oltre al cortile della Spezieria e al cortile del Tabacco. A chi chiede se si potevano realizzare case popolari o comunque abitazioni, il sindaco replica che "non era possibile per i vincoli posti dalla Soprintendenza".

"Le attività economiche saranno solo funzionali a quelle culturali", prosegue ancora il sindaco. Si potrà accedere alle nuove aree pubbliche interne dalle quattro strade che delimitano l'immenso complesso (circa 17mila metri quadri, con tre piani sottoterra e altri tre superiori a quello terreno) e cioè da via Taddea, via Panicale, via di Sant'Orsola e via Guelfa (qui gli accessi forse saranno due).

Per quanto riguarda la scuola di alta formazione "pensiamo ad una scuola di hotellerie", cioè destinata a chi vuole lavorare nei settori turistico-ricettivo di alto livello, spiega il sindaco, "visto che le più importanti sono fuori dall'Italia, sul modello del Polimoda, capace cioè di attrarre studenti anche dall'estero".

La 'foresteria 'annessa, precisa Monica Marina, sindaca di Pontassieve e consigliera metropolitana con deleghe al patrimonio "non sarà un hotel ma sarà dedicata esclusivamente a chi frequenterà la scuola, sarà quindi funzionale all'attività formativa".

Quella di portare una scuola di hotellerie è la volontà del sindaco ma, in caso non si trovasse una scuola interessata a venire a Sant'Orsola, un piano B potrebbe essere quello di assegnare lo stesso spazio ad una scuola americana. "Ce ne sono molte che hanno dichiarato di voler aprire nuove sedi a Firenze. Quindi le opzioni sono varie", ammette il sindaco.

Stando al disegno di Artea, che avrà appunto gli spazi in concessione per 50 anni, al piano terra tutti i servizi saranno strutturati intorno ai cortili di Sant'Orsola.

Il cortile della Spezieria tornerà all'originaria funzione di produzione di erbe medicinali e aromatiche oltre alla coltivazione di ortaggi di stagione che verranno lavorati, venduti e messi a disposizione in loco. Quello dell'Orologio sarà lo spazio pubblico per eccellenza e il punto centrale del complesso. In particolare, sarà il punto d'ingresso per l'atelier degli artisti, i negozi, la ludoteca e un ristorante. Nel cortile si svolgeranno anche gli eventi, ad esempio, concerti di musica classica. Il cortile del Tabacco amplierà lo spazio museale e quello degli eventi. La sala dove si trovava una delle due ex chiese "e che probabilmente ospitava la tomba della Monna Lisa", dicono i progettisti, sarà valorizzata e aperta al pubblico durante il giorno. La volontà è anche quella di "organizzare eventi culturali".

Ai piani superiori ci saranno invece le aree per i seminari, la scuola, il coworking e gli alloggi della foresteria.

Al momento sono ancora in corso sulla struttura i lavori di riqualificazione delle facciate finanziati dalla Città Metropolitana (finanziati con oltre 4 milioni di euro, compresi anche interventi sul tetto).

Artea prenderà possesso della struttura il prossimo anno. Nel frattempo andranno avanti le procedure tecniche propedeutiche alla partenza dei lavori e dovranno completarsi i lavori della Città metropolitana. L'obiettivo del gruppo francese è "far partire i lavori nella primavera-estate del 2022. Poi prevediamo 2-3 anni di cantieri. Man mano che si concluderanno i 4 lotti in cui sono divisi i lavori apriremo le varie parti già concluse alla cittadinanza, a partire dagli spazi del piano terra, che saranno i primi ad essere realizzati", spiega l'architetto Carlo Bandini, anche lui del gruppo Artea. Entro il 2025 dovrebbe dunque essere tutto completato. Di annunci e progetti in passato se ne sono visti tanti. Che questa sia davvero la volta buona?

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