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Processo Keu, via alla prima udienza: "Vogliamo giustizia" / VIDEO

Più di trenta tra associazioni, comuni e comitati hanno fatto richiesta come parti civili. E intanto spuntano nuovi possibili siti contaminati

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Dopo il rinvio dello scorso 12 aprile in cui si era venuti a conoscenza della non costituzione come parte civile dello Stato, si è tenuta oggi l'udienza preliminare per il processo Keu che vede indagate 24 persone e 6 società per lo smaltimento in 13 siti sparsi per la Toscana di tonnellate di residuo di produzione proveniente dal trattamento dei fanghi prodotti dalla concia delle pelli. 

Una sostanza chiamata Keu che, stando alle analisi dell'Università di Pisa, produce elementi cancerogeni a determinate condizioni ambientali, come una relativa umidità e presenza di ossigeno. A fare domanda per presentarsi come parte civile, sono state più di trenta tra comuni, sindacati, associazioni, comitati e proprietari di terre.  

“Un dovere essere qui”

“Ci siamo sempre occupati di criminalità ambientale ed è un dovere per noi essere qua – precisa Fausto Ferruzza, presidente di Legambiente Toscana – ci dobbiamo essere e ci vogliamo essere. È importante cercare verità e giustizia per quello che si pronuncia come uno dei casi maggiori di inquinamento ambientale nella storia della nostra Regione”. 

Chiede una presa di posizione da parte di Confindustria, Don Andrea Bigalli di Libera. “Mi aspetto una presa di coscienza e di posizione da parte degli organismi come Confindustria – sottolinea Bigalli - che deve pronunciarsi con maggiore chiarezza e prendere provvedimenti. Se il castello accusatorio resta in piedi è un elemento su cui destrutturare il pericolo di una realtà del genere perché la triangolazione tra imprenditoria, malavita organizzata di stampo mafioso e mondo politico è uno dei pericoli più grossi che stiamo correndo in questa regione”. 

Il comitato vittime di Podere Rota di Terranuova Bracciolini in provincia di Arezzo, spera di entrare a far parte del processo. “Abbiamo tutti i requisiti – dice Catia Naldini, presidente del comitato – per entrare nel processo. Vogliamo giustizia e bonifica del nostro territorio che è stato violentato da tutte le attività e le loro conseguenze”.

Probabili altri siti inquinati

Se nei giorni scorsi era emerso il problema di chi pagherà le bonifiche, anche della 429 che percorre l'Empolese, potrebbero esserci nuovi siti inquinati. L'assessora all'ambiente della Regione Monia Monni, durante il consiglio regionale dei giorni scorsi, aveva risposto a una interrogazione della Lega facendo sospettare la possibilità di altri siti inquinati emersi dai documenti posti sotto sequestro e dal prosieguo delle indagini.

“È in corso un'attività ricognitiva di Arpat in connessione con la Procura” aveva spiegato Monni, precisando che “non sono noti gli esiti di tali indagini” e “non è possibile rivelare dove siano gli altri potenziali siti oggetto di sopralluoghi e analisi”. Dalle indiscrezioni, i nuovi siti sotto osservazione, sarebbero una sessantina facendo temere nuovi problemi ambientali. 

Indagati e prossima udienza

La prossima udienza si terrà il 7 giugno, sempre al tribunale di Firenze. Dovremmo sapere se e quali saranno le parti civili ammesse al processo. 

Tra gli imputati figurano la sindaca di Santa Croce sull’Arno, Giulia Deidda, il consigliere regionale Andrea Pieroni (Pd), il funzionario regionale dell'ambiente Edo Bernini, l’ex capo di gabinetto della Presidenza della Regione Toscana Ledo Gori, l'imprenditore di origine calabrese Francesco Lerose.

Oltre a loro anche i vertici delle associazioni di conciatori di Santa Croce e del consorzio Aquarno, imprese del distretto orafo aretino e imprenditori, alcuni dei quali anche collegati all'articolazione ‘ndranghetista Gallace di Guardavalle. Tra i reati contestati, a vario titolo, quelli di associazione per delinquere, gestione abusiva di rifiuti, abuso d'ufficio, corruzione elettorale, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso.

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