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Emergenza abitativa

Problema affitti, “una piattaforma per la ricerca e codici identificativi per eliminare le locazioni brevi abusive”

Gli studenti di Csx hanno stilato un documento, con un appello alle istituzioni: “Servono investimenti in edilizia pubblica e sul Dsu”

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Investimenti, contributi, piattaforme dedicate, uno sportello sul modello di quanto fatto a Padova e codici identificativi per eliminare gli affitti brevi abusivi. Sono alcune delle proposte che si possono trovare nel documento stilato dagli studenti universitari di Csx per cercare di risolvere il problema affitti che da tempo sta complicando la vita sia a chi studia che a chi lavora a Firenze.

Affitti e codici identificativi

Per cercare di mitigare i costi degli affitti ed evitare truffe, gli studenti chiedono al Dsu la creazione di uno sportello sul modello dell'Università di Padova e una piattaforma di ricerca e offerta dedicata agli studenti.

Un problema affitti al quale avrebbero contribuito gli affitti brevi su Airbnb e per i quali, oltre ad un limite al numero di case affittabili come locazioni brevi da parte di una persona o un ente, per scongiurare evasioni del fisco gli studenti propongono un codice identificativo sul modello di Parigi, necessario alla registrazione stessa di un appartamento su piattaforme online di pubblicizzazione, così da disincentivare truffe e locazioni affittate a nero. 

“Nel 2023 – sottolinea Roberta Fraggiacomo, rappresentante degli studenti all'Ardsu per la lista universitaria Csx-Firenze - il costo medio di una stanza in affitto a Firenze era di 435 euro. Gli affitti brevi sono sempre più presenti e la speculazione attraverso la piattaforma Airbnb è degenerata diventando incontrollabile". 

Stando a quanto si legge nel documento, mentre nel 2022-2023 sono aumentate le tasse universitarie, nel 2023-2024 ad aumentare sarebbe stato il servizio mensa in una percentuale che oscilla tra il 10 e il 90 per cento a seconda della fascia Isee con costi che arrivano anche a 8,50 euro a pasto.

"Negli ultimi due anni – prosegue Fraggiacomo - abbiamo visto aumentare le tasse e il costo della mensa. Ciò, aggiungendosi al carovita che ha colpito tutti, sta rendendo lo studio sempre più un lusso per pochi". 

Edilizia pubblica, studentati e Isee

Per risolvere la problematica abitativa che attanaglia anche le famiglie, gli studenti propongono tra le altre di ristrutturare i più di mille edifici pubblici sfitti su Firenze – secondo l'indagine di Confedilizia - per problemi di manutenzione e mancanza di fondi, affidandoli a enti di riferimento che poi li sublocheranno ai propri lavoratori di riferimento con Isee non superiore a 26mila euro.

Per gli universitari invece studentati pubblici sul modello delle residenze offerte dal Dsu - che preveda però un piccolo contributo di 100/150 euro mensili - e mantenere l’attuale bando per la borsa di studio, affiancandovene uno a cui possano accedere tutti gli studenti con Isee compreso tra la soglia massima per la borsa di studio e i 35mila euro. Nel caso della regione Toscana da 25mila a 35mila euro.  

“Chiediamo investimenti in edilizia pubblica per studentati e investimenti sul Dsu – spiega Gaia Moretti, coordinatrice di Csx-Firenze e senatrice accademica - così da coprire anche la cosiddetta 'fascia grigia', quella parte di comunità studentesca che non rientra nei criteri per la borsa di studio ma che sperimenta comunque diverse difficoltà economiche, soprattutto dopo l’emergenza sanitaria e i recenti disastri climatici come in Emilia Romagna e in Toscana".

L'appello

Gli studenti quindi lanciano un appello a Governo, Regione e Comune. “Vogliamo prendere parte alla discussione – afferma Moretti - se una discussione su questo tema esiste, o crearne una. Noi abbiamo una visione chiara del diritto all’abitare che vorremmo e siamo qui per provare ad attuarla insieme. Chiediamo a Dsu, Regione e Comune di Firenze di continuare a lavorare sul tema, i provvedimenti presi fino ad ora sono ancora insufficienti, ancor più chiediamo al governo e alla ministra Bernini di farsi carico di studenti e studentesse di questo paese come dovrebbero, portando avanti concrete politiche nazionali sul tema dell’abitare. Se si decide di difendere i nostri interessi a discapito di quelli dei pochi, noi ci siamo".

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