Scuola, di nuovo in piazza: "Linee guida sbagliate, più risorse e basta 'Dad'" / FOTO

'Priorità alla scuola' sfila in 60 città: "Servono più insegnanti, più personale Ata e più spazi"

Il mondo della scuola di nuovo in piazza, ieri sera, per le strade di Firenze, al pari di altre decine di città in tutta Italia. In centinaia, tra docenti, genitori e studenti, hanno sfilato per chiedere una scuola pubblica, laica, accessibile a tutti e per chiedere con fermezza alla ministra Azzolina di modificare le linne guida del governo e prevedere da settembre la didattica in presenza, con lo stop all'ormai famosa (famigerata?) 'Dad', didattica a distanza.

"La didattica a distanza non è più accettabile. Andava bene per l'emergenza, per un periodo limitato. Ma ora basta, perché discrimina le fasce più deboli e povere della popolazione e peomuove un sapere nozionistico e superficiale. La scuola è di tutti e per tutti, come scritto in Costituzione, ed è fatta anche di rapporti umani", dicono in tanti dal megafono che gira di mano in mano.

Il corteo è stato organizzato dal comitato nazionale Priorità alla Scuola, che è tornato in piazza in circa 60 città italiane dopo le manifestazioni di circa un mese fa. “Con oggi si apre una mobilitazione nazionale permanente finché il governo e la ministra Azzolina non ritireranno le linee guida”, dice Costanza Margiotta, docente di filosofia del diritto all'Università di Padova e promotrice di Priorità alla scuola nazionale, nonché organizzatrice della manifestazione di ieri.

"Oggi triplichiamo le città dove siamo in piazza rispetto alle 19 di un mese fa, per chiedere di tornare a scuola in presenza, in sicurezza, in continuità ma soprattutto senza riduzione di orario. E quindi chiediamo il ritiro delle linee guida che sono state proposte due giorni fa dal governo", spiega Margiotta.

Diverse le critiche alle suddette linee guida. "La riduzione del tempo di scuola non è accettabile. Né con i turni, né con la riduzione oraria da 60 a 40 minuti", prosegue Margiotta, in piazza con i suoi due bambini, come hanno scelto di fare tanti altri genitori ed insegnanti.

"Peggio ancora nelle scuole secondarie sarebbe la compresenza didattica a distanza e didattica in presenza. Senza che invece venga investito un euro per questa scuola, che deve tornare ad essere la priorità di questo Paese. Lasciare la scuola per ultima è la cosa più grave che un Paese democratico possa fare", aggiunge Margiotta.

"Per affrontare la situazione post coronavirus chiediamo risorse straordinarie perché servono più spazi, più insegnanti, più personale Ata. Serve prevenzione sanitaria nelle scuole. Le scuole devono tornare a essere i presìdi sanitari in quel quella virtuosa collaborazione tra scuola e salute che fino agli anni '80 ha caratterizzato questo Paese e ha garantito la salute pubblica. Abbiamo bisogno di prevenzione sanitaria nelle scuole e non c'è una riga di questo nelle linee guida", aggiunge ancora la carismatica leader di Priorità alla Scuola.

Tra i tanti striscioni in piazza, non possono mancare i riferimenti ideali e culturali ad Antonio Gramsci ('Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza') e a Piero Calamandrei: 'Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere'. Una scuola, non si stancano di chiedere i manifestanti, "aperta, libera, laica, accessibile a tutti". Per formare davvero i cittadini (non sudditi) di domani.

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