Prete arrestato, Calenzano sotto shock: "Non ce lo aspettavamo"

Intervista al testimone: “Ho visto la bambina con i pantaloni abbassati e ho chiamato i carabinieri”

Calenzano

Don Paolo è rinchiuso nella canonica della chiesa di San Ruffignano Sommaia, è accusato di aver abusato una bambina di 10 anni in una vettura parcheggiata nel centro del Comune di Calenzano. Il parroco è sempre agli arresti domiciliari sebbene la procura abbia chiesto ufficialmente di portarlo in carcere.

Don Paolo Glaentzer è nato a Roma 70 anni fa ma ha origini alto-atesine, è a Calenzano dal 2003. “Non ce lo immaginavamo” dicono i calenzanesi che ieri pomeriggio erano a prendere il fresco al circolo Arci del Comune. "Per il bene della bambina è meglio non parlare troppo di questa storia, le facciamo solo del male, aspettiamo cosa decideranno i magistrati", dicono alcuni anziani. Diversa l’opinione di Matteo (nome di fantasia), l’operatore sanitario che ha avvertito i carabinieri domenica scorsa. “Ho  visto un prete uscire dalla casa dei vicini, dopo un po' non l'ho visto tornare e ho pensato di andare a controllare. L’ho trovato in macchina con lei seminuda - racconta - io e mio padre abbiamo bloccato il prete e atteso l’arrivo dei carabinieri – e prosegue – voglio puntualizzare che non c’è stato nessun linciaggio, il parroco è rimasto lì fino all’arrivo delle forze dell’ordine. Inoltre è arrivata solo un’ambulanza, e non tre, per soccorrere il padre della ragazzina che ha avuto un malore dopo aver ricevuto la notizia”.

E’ una storia di disagio quella dell’11enne abusata. La ragazzina ha altri fratelli e la famiglia è seguita costantemente dal Comune. La bambina era stata assegnata ai servizi sociali, ma la famiglia fece ricorso e i figli rimasero nella famiglia. Don Paolo visitava spesso quella casa e di frequente portava i bambini fuori. Ed anziché dare conforto ai piccoli, che si trovavano già in una situazione difficile, il prete avrebbe avuto tutto altro atteggiamento nei loro confronti.  

La ragazzina secondo il parroco “era predisposta, e non è stata la prima volta”, ha raccontato allo procura così come scritto da alcuni quotidiani. “Tra di noi c’era una relazione affettiva” e poi “lei mi ha provocato” avrebbe detto agli inquirenti. Oggi il giudice deciderà se trasferirlo in una casa circondariale. Intanto è arrivata una condanna della Chiesa, l’arcivescovo Betori lo ha sospeso

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