La mobilitazione / Centro Storico / Via Camillo Cavour

Firenze in piazza per Satnam Singh: “Ucciso da sfruttamento e disumanità”

Domani presidio davanti alla Prefettura per ricordare la morte del bracciante indiano. Landini: “Cancellare la Bossi-Fini” 

Qui il link per seguire il canale whatsapp di FirenzeToday

Presidio a Firenze per ricordare Satnam Singh, il bracciante indiano morto due giorni fa a Latina dopo aver subito l’amputazione di un arto e scaricato davanti alla propria abitazione anziché soccorso tempestivamente. Appuntamento domani alle 18 davanti alla Prefettura in via Cavour, promosso da una serie di associazioni, dalla Cgil all’Arci, dal Cospe a Nosotras, fino ad Oxfam. “Bracciante ucciso dallo sfruttamento e dalla disumanità”, si legge nella locandina. “Basta sfruttamento e basta con le norme che costringono i migranti in condizioni di irregolarità e ricattabilità”.

Sulla vicenda è intervenuto oggi a Montelupo Fiorentino, in occasione dei 50 anni dalla fondazione della Cgil Toscana, il segretario nazionale Maurizio Landini: “È un atto schiavismo ed è disumano, perché sentire dire che la persona è morta per 'una sua leggerezza' è come sentir dire che è un prezzo che si deve pagare a quel modello di fare impresa”. Landini, come già successo pochi giorni dopo la strage di via Mariti è tornato a chiedere l’abolizione della Bossi-Fini: “stiamo parlando in questo caso di lavoro nero, di caporalato, di persone clandestine: bisogna “cancellare la Bossi-Fini”.

“Il rifiuto del lavoro nero e del caporalato sono due dei principi cardine che guidano la nostra azione sindacale. È chiaro che le eccellenze del nostro Made in Italy devono essere legate non solo alla qualità indiscussa delle produzioni agricole italiane, ma anche alla qualità e alla dignità del lavoro e della vita dei lavoratori agricoltori.

A commentare quanto accaduto è anche  Valentino Berni, presidente di Cia Toscana nel giorno in cui l’associazione di categoria ha partecipato all’incontro a Roma con le parti sociali convocato d’urgenza dalla ministra del Lavoro, Marina Elvira Calderone, e dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.

Per Berni “non basta  solo esprimere profondo cordoglio”, ma “serve fare di più e valorizzare e tutelare le tante aziende agricole che operano in regime di legalità”. Inoltre ha aggiunto con riferimento al Decreto flussi ha auspicato la creazione di una black list “nella quale inserire quei datori di lavoro che nei click day precedenti, pur avendo ottenuto il visto d’ingresso per i lavoratori richiesti, non hanno poi formalizzato il contratto di soggiorno e, quindi, l’assunzione. Inibire per almeno tre anni tali soggetti dalla presentazione delle istanze permetterebbe non solo di alleggerire il sistema informatico del ministero, ma soprattutto di ridurre i tempi di accoglimento e rilascio dei visti. Ancora meglio, sarebbe superare la procedura del click day attraverso una prenotazione numerica della manodopera extra Ue da parte dei datori di lavoro, che andrebbe effettuata prima del precaricamento delle istanze, così da permettere al ministero di valutare correttamente il numero delle quote in base al fabbisogno reale”.

WhatsApp Image 2024-06-21 at 14.44.28

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Firenze in piazza per Satnam Singh: “Ucciso da sfruttamento e disumanità”
FirenzeToday è in caricamento