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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca Viali

Prende vita la nuova Fortezza tra verde, piazze ed una sala “acquario”

Presentato ieri il progetto da novanta milioni del piano di recupero del centro fieristico di Firenze, il sindaco Renzi: "il tempo dei rinvii è finito, 12 euro di indotto per la città per ogni euro investito"

Inizia l’era della nuova Fortezza, appena poche ore prima l’inizio di Pitti Uomo. Giù i padiglioni delle polemiche e in alcuni casi delle inchieste giudiziarie; nuova vita ai bastioni, che saranno consolidati e torneranno spazi verdi calpestabili; una nuova area fieristica ed espositiva, sotterranea, al di sotto del laghetto esterno alle mura che a sua volta diventerà un specie di grande acquario. Sono queste le novità più importanti del piano di recupero studiato per lo spazio espositivo, congressuale e fieristico più blasonato di Firenze. A presentarlo ieri a Palazzo Vecchio il sindaco Matteo Renzi, il presidente della Provincia Andrea Barducci e la vice presidente della Regione Stella Targetti. La cifra per la realizzazione è di quelle sontuose: ottantanove milioni di euro. Il quaranta per cento arriverà da un fondo regionale, al resto provvederà la società che gestisce gli spazi della Fortezza, Firenze Fiera di cui Regione, Provincia e Comune detengono la maggioranza (poco meno del cinquantuno per cento delle azioni). “Il tempo dei rinvii è finito – ha detto il sindaco Renzi – con questo atto inizia l’iter burocratico e si apre una partita con Firenze Fiera per decidere modalità e scadenze. Per noi la Fortezza è il cuore dello sviluppo economico, per questo ci carichiamo l’asso di briscola”.
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Il PROGETTO. L’idea di fondo è quella di migliorare la vivibilità di uno dei simboli della città, non solo dal punto di vista espositivo e commerciale, ma soprattutto sociale. Con la nuova concezione degli spazi e le demolizioni, infatti, la Fortezza avrà al proprio interno tre piazze che andranno ad incrementare le aree attualmente libere portandole complessivamente da sedicimilatrecento a ventisettemilatrecento metri quadrati, piazzandosi nettamente al primo posto nella graduatoria cittadina. Per far questo saranno abbattuti il padiglione Ghiaia, Cavaniglia, Rondinino, Rastriglia, il magazzino Porta Campagna e quello del Bastione Imperiale, ed infine la sala della Ronda.

I bastioni interni torneranno a nuova vita. Se nella parte superiore di essi il verde è il leitmotiv, al di sotto, con il rafforzamento dei contrafforti, si punta su punti commerciali e nuovi spazi espositivi. Un’idea interessante che mette al centro della struttura la piazza e fa del perimetro un grande giardino rialzato, pensile. Alla fine dei lavori, la fortezza potrà contare su più di ventimila metri quadri di verde. Un spazio, questo verde, interamente percorribile, complementare ma, volendo, autonomo dal resto della struttura e dai suoi fini commerciali. Per facilitare questa concezione è stato pensato un itinerario che collega il parcheggio di viale Strozzi con il Mastio centrale, ma anche ad una nuova passerella che metterà direttamente in contatto il centro espositivo più grande della città con il binario sedici di Santa Maria Novella.

IL NUOVO PADIGLIONE. Sarà una struttura circolare, che ricalcherà le fattezze e le dimensioni del lago fuori dalle mura, ma sarà qualche metro più sotto. Il tetto, ovvero il fondo del  laghetto, sarà di vetro; un tunnel di collegamento con il padiglione Spadolini collegherà quest’ala con il resto degli spazi espositivi. Una nuova parte che potrebbe contenere fino a quattromila persone e che aumenterebbe e di molto i metri quadri della Fortezza dedicati ad esposizioni e congressi.
Il progetto tuttavia presenta diverse incognite. Parte l’iter burocratico, ma sulla tempistica di realizzazione ancora una data non c’è. Il progetto infatti dovrà seguire delle tappe obbligate, da cui potrà esser modificato e rivisto. Dalla Giunta, al Consiglio comunale per finire poi al gestore che nel recepirlo potrebbe scartare talune ipotesi, e tenendo in considerazione che, come affermato dallo stesso Renzi, sia “impensabile sospendere l’attività fieristica”. Il “brodo” in questa situazione potrebbe allungarsi e molto; Renzi però va di corsa e fissa delle scadenze ipotetiche: “i tempi di realizzazione? 3-5 anni, visto che non si può chiudere la Fortezza. Non perdiamo più tempo. Ogni euro che vi viene investito, sia per una fiera che per un congresso, porta in città 12, 13 euro di indotto”.
 

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