Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Prato, ulteriori accuse nei confronti di comandante Turini e l'imprenditore Matteini Bresci

Entrambi si trovano ai domiciliari

Nuove accuse per il tenente colonnello dei carabinieri Sergio Turini e per l’imprenditorte tessile Riccardo Matteini Bresci, amministratore delegato del Gruppo Colle, indagati nell’inchiesta per corruzione condotta dalla Dda di Firenze. Entrambi ai domiciliari, sono stati raggiunti da una nuova misura di arresti domiciliari, stavolta per tentata concussione. La misura è stata richiesta dalla Dda al giudice per le indagini preliminari, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari per entrambi gli indagati. I nuovi provvedimenti del gip sono stati eseguiti dal Ros dei carabinieri con il supporto del comando provinciale pratese dei carabinieri.

Secondo l'accusa, l’ufficiale, al comando della Compagnia dell’Arma di Prato fino alla fine di maggio, avrebbe tentato - su istigazione di Matteini Bresci - di costringere una coppia di commercianti nel settore dell’ottica, a vendere un terreno a Cantagallo, in Valbisenzio, ponendo l'attenzione sul fatto che i manufatti presenti rischiavano di essere abbattuti per la loro vicinanza al fiume Bisenzio. Il terreno dovrebbe essere confinante rispetto ad un'altra proprietà dell’imprenditore tessile. L'episodio risale a due giorni prima dell'arresto di Turini e Matteini Bresci, avvenuto lo scorso 30 maggio con le accuse, a vario titolo, di corruzione e accesso abusivo al sistema informatico in uso alle forze dell’ordine. Arresto che ha causato la mancata finalizzazione dell'accordo. 

Secondo il filone principale dell'inchiesta, Turini si sarebbe messo a disposizione di imprenditori amici, italiani, ma anche cinesi, utilizzando la sua posizione per accedere abusivamente alle banche dati delle forze dell'ordine almeno 99 volte per fornire loro informazioni. Come quelle relative a indagini, coperte da segreto, relative a dipendenti e notizie su industriali, come nel caso di Matteini Bresci. In cambio, il militare avrebbe ricevuto benefici illeciti come il viaggio negli Usa pagato per il figlio (5mila euro) e tre bottiglie di vino pregiato dal valore di oltre 1.800 euro. Turini avrebbe anche procacciato clienti all’amico Roberto Moretti, titolare di un'agenzia investigativa di Torino, pure lui ai domiciliari, fornendogli informazioni ricavate abusivamente dalla banca dati in uso alle forze dell’ordine.

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