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Povertà in Toscana, dossier Caritas 2015: si riduce il divario tra migranti e italiani

La "povertà relativa" nella nostra Regione diminuisce ma coinvolge ancora 191mila persone. Aumentano le diseguaglianze tra ricchi e poveri. Perdita del lavoro e marginalità abitativa le prime cause di povertà

E' stato presentato questa mattina alla sede della Regione di Palazzo Sacrati Strozzi il dossier Caritas 2015 sulle povertà, riferito alla situazione del 2014. Per quanto riguarda la situazione della Toscana, lo studio si apre con i dati dell'Istat, che segnalano una "povertà relativa" nella regione in calo dal 6,7% della popolazione del 2013 al 5,1% dell'anno successivo. La "povertà relativa" coinvolge comunque ancora 191mila residenti in Toscana.

Per quanto riguarda coloro che si sono rivolti per la prima volta ad un centro della Caritas in cerca d'aiuto, sono dimuniti dai 10mila225 del 2013 ai 9mila700 del 2014, mentre i poveri "cronici", cioè assistiti da almeno 6 anni, sono passati da 5mila248 a 4mila781. A livello nazionale la "povertà assoluta" nel 2014 coinvolge 1 milione e 470mila famiglie, cioè 4 milioni e 100mila persone (nel 2007 erano 1 milione e 800mila).

I "nuovi poveri" sarebbero quindi calati, anche e c'è da tenere presente che non è detto che tutte le persone divenute povere si rivolgano ad un centro d'ascolto della Caritas (che registra come "nuovi poveri", appunto, solo coloro che si sono recati ad un centro d'ascolto). Sono cresciuti invece (del 16,7%) coloro che si sono rivolti ai centri d'ascolto nel periodo più acuto delle crisi e che nonriescono a risollevarsi (coloro che sono assistiti da un periodo che varia tra un anno e i 6 anni).

Si riduce il divario di assistiti tra italiani e migranti, con una preoccupante crescita dei primi. I non italiani assistiti rimangono comunque il 65,6% del totale. Tra i fattori che più incidono sulla possibilità di diventare poveri c'è quello della perdita del lavoro.

Si trovano in grande difficoltà anche le persone che vivono in condizioni di marginalità abitativa, aggravata soparattutto nei casi di famiglie colpite da sfratti. Il dossier infine segnala gli ultimi dati dell'Ocse (Organizzazzione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), che sottolineano una situazione in Italia, come in molte altri parti del mondo, che vede crescere sempre di più le diseguaglianze tra ricchi e poveri.

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