Cronaca

Firenze, in 40 anni persi 100mila residenti: nel 2020 picco negativo delle nascite e +10% di morti

Cosa emerge dagli ultimi dati demografici, nei primi mesi del 2021 si confermano i dati negativi sui nuovi nati

“L’andamento demografico di Firenze appare nel complesso stabile e in linea con le tendenze demografiche note a livello italiano, che registrano un saldo naturale negativo (ormai dagli anni ’70) e un saldo migratorio moderatamente positivo che tende a zero negli ultimi anni”.

E' quanto ha sottolineato il consigliere speciale per la statistica Enrico Conti presentando, ieri a Palazzo Vecchio, gli ultimi dati demografici disponibili. Si tratta di una "stabilità", in realtà, relativa agli ultimi anni, mentre negli ultimi 40 anni Firenze ha perso 100mila residenti, quasi una persona su 4: siamo passati infatti dagli oltre 460mila abitanti registrati nel 1980 ai 359mila675 (fonte Istat) al 1° gennaio di quest'anno, 2021.

Non solo, Firenze oggi ha praticamente lo stesso numero di residenti del 1946, 75 anni fa, appena dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. C'è stata poi una forte crescita negli anni '50 e primi '60, dove si sono raggiunti e superati i 450mila residenti. Poi una sostanziale stabilità, ancora in leggera crescita, fino a metà anni '70. Poi l'inizio del calo di residenti. Allo stesso tempo, hanno acquisito residenti, come vedremo più in basso, diversi comuni limitrofi.

Sul fronte nascite, poi, il 2020, l'anno della pandemia, ha segnato il record negativo per le culle fiorentine degli ultimi 20 anni e il trend del 2021 almeno per il momento prosegue sugli stessi numeri. Ma vediamo più nel dettaglio la situazione.

Residenti

Il dato più recente al 1° gennaio 2021 di 359.675 residenti (fonte: demo.istat.it) deriva da una ricostruzione dell’Istituto Nazionale di Statistica corretto sulla base dell’analisi dei segnali di presenza come fornito da alcune banche dati. Rappresenta un dato di censimento che, correttamente, non va confrontato con i dati dell'anagrafe comunale ma, piuttosto, con il censimento del 2011. "Su questa base il confronto decennale restituisce un aumento di mille residenti. Dunque una sostanziale stabilità. In breve un corretto confronto dei dati certifica che negli ultimi venti anni non c'è stata alcuna grande fuga", sottolinea Conti.

Cosa è successo negli ultimi anni

Il saldo naturale (nati–morti) è negativo dalla metà degli anni 70 a causa della forte diminuzione della natalità. Il saldo migratorio è stato negativo dalla metà degli anni '80 fino al 2007 anno di adesione dell’allargamento dell’Unione Europea che ha coinvolto soprattutto la Romania.

Il ruolo dei Comuni vicini: considerando il periodo dal 1975 al 2007 (anni di massimo e minimo), Firenze perde circa 100.000 residenti mentre Prato ne guadagna più di 50.000, l’Area Fiorentina oltre 22.000, l’Empolese 19.000, il Mugello e la Montagna Fiorentina oltre 11.000.

A Firenze l'emorragia verso i Comuni vicini si attenuta, dal 2007, fino a quasi scomparire, negli anni successivi.

Verifiche sulle residenze

A Firenze negli ultimi 4 anni, a partire dal 2017, "si è verificato un incremento delle verifiche sulla residenza, a cura dei servizi demografici. Questa attività ha avuto la conseguenza di cancellare dall’anagrafe a partire dal 2017, 21.205 persone di cui 9.772 stranieri pari al 46,1% del totale degli irreperibili. A queste 21.205 persone in meno dal punto di vista amministrativo non corrisponde un uguale calo demografico reale nello stesso arco temporale 2017-2020. Tale calo è in gran parte un effetto ottico della concentrazione delle pratiche amministrative di bonifica negli ultimi anni", spiega Palazzo Vecchio.

L'incidenza della pandemia

Sono ancora da valutare gli effetti della pandemia sulla demografia fiorentina.

Il numero di nascite del 2020 è stato il più basso degli ultimi venti anni (ma alla fine degli anni '90, le nascite furono ancora minori).

Nei primi quattro mesi del 2021 i nati sono stati 735, nello stesso periodo del 2020 furono 736: dunque i primi mesi di quest'anno confermano il trend di bassa natalità registrato lo scorso anno.

"I morti del 2020 sono stati circa il 10% superiore alla media dei cinque anni precedenti (4.880 contro 4.493) che testimonia un impatto drammatico della pandemia ma non tale da influenzare significativamente gli andamenti demografici. Gli effetti sulle migrazioni ed emigrazioni sono ancora tutti da valutare", si spiega ancora da Palazzo Vecchio.

Prospettive

“L'analisi dei dati nell’ultimo decennio – ha sottolineato Conti – non fa emergere peculiarità di Firenze, in particolare nel confronto con i comuni contermini e con altre città italiane. Emergono invece alcune tendenze strutturali e di lungo periodo identificabili nella scarsa natalità e nell’invecchiamento della popolazione, comuni a tutto il nostro paese. Tutto ciò – ha aggiunto Conti – comporta sfide e incognite sul futuro ed è anche il riflesso di un crescente benessere. Firenze è la quarta città in Italia con la speranza di vita  alla nascita più alta (dopo Siena, Perugia e Padova), la prima tra le città metropolitane”.

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