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Bollette salate

Rifiuti, l’assessore Giorgio difende l’aumento della Tari: “Incrementi ridotti grazie alla lotta all’evasione”

“L’agenzia Arera indicava costi in crescita del 13,7% da inglobare nelle tariffe, siamo riusciti a fermarci al 3%”

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“Nell’Ato Toscana Centro Firenze è probabilmente quella che ha gli aumenti più ridotti, grazie all’impegno del Comune e alla restituzione ai fiorentini e alle fiorentine di quello che chi non paga la Tari gli ha rubato”. L’assessore all’Ambiente Andrea Giorgio continua a gettare acqua sul fuoco delle polemiche e rivendica la bontà della scelta di Palazzo Vecchio. “Lo ribadisco con chiarezza: l’Agenzia nazionale Arera indicava nel 13,7% l’aumento dei costi che avremmo inglobare nelle tariffe dei cittadini e delle imprese. Con un lavoro faticoso del Comune di Firenze, siamo arrivati al 3%, da un lato restituendo a fiorentine fiorentini le risorse che abbiamo recuperato grazie al contrasto all’evasione, sei milioni e mezzo, dall’altro chiedendo all’azienda una mano e non scaricando una parte di questi aumenti sulle bollette”.

Già in occasione della presentazione del Piano economico e finanziario aggiornato, Giorgio aveva evidenziato come “applicando gli aumenti indicati da Arera sulle tariffe per cittadini e imprese avremmo avuto aumenti fino al 9,6% sia nel 2024 che nel 2025.  Mentre la benzina viaggia oltre i 2 euro al litro senza che il Governo muova un dito e mentre aumentano le bollette del gas e della luce ed il duo Meloni-Salvini non ha intenzione di ripristinare le agevolazioni del mercato tutelato, noi abbiamo lavorato per ridurre al massimo i costi per i fiorentini, costi che sono più contenuti rispetto a tantissime città toscane amministrate dal centrodestra”.

Dichiarazioni che però non avevano convinto né parte della maggioranza, né l’opposizione. “Dopo il record di oltre 100 milioni di multe ci mancava solo questa per concludere in bellezza il mandato - il commento della capogruppo di Italia viva, Mimma Dardano - sarà un bagno di sangue per le attività economiche”.

Per Alessandro Draghi e Jacopo Cellai “è l’ultimo regalo elettorale della giunta Nardella ai fiorentini”.“Non solo il multificio più attivo d’Italia: quando si tratta di mettere le mani nelle tasche dei fiorentini il Pd non è davvero secondo a nessuno, anche alla voce smaltimento rifiuti. La verità è che le mancate scelte negli anni del Pd a livello regionale e locale sugli impianti di trattamento finale dei rifiuti pesano molto su famiglie e imprese. E meno male che con la Multiutility ci dovevano essere grandi vantaggi per tutti”. 

“L’amministrazione comunale prova a farsi vanto della lotta all'evasione, per cui ricordiamo è previsto un corrispettivo nei confronti di Alia. Il problema è che spesso si fa riferimento a quanto accertato, non a quanto riscosso - la sottolineatura di Dmitrij Palagi - Avevamo richiesto un dato fondamentale: quanto si sta recuperando davvero e quanto questo abbatte la tariffa? Inoltre ci piacerebbe capire quanto incidono i costi di funzionamento di Alia sulla tariffa, che è anche una delle cose che abbiamo provato a chiedere all’azienda con accesso agli atti, per cui è in corso il ricorso al Tar. Ci aspettiamo che almeno sul recupero dell'evasione arrivino informazioni precise prima del voto”, 

Sul fronte imprese, duro il giudizio della Cna Firenze Metropolitana: “Il problema è che si tratta dell’ennesimo rincaro. Si continua, anno dopo anno, a non avere alcuna visione del futuro, a fronte dell’assenza di un piano rifiuti una volta per tutte adeguato alle esigenze della nostra regione. Sii tratta di incrementi tout court, senza alcuna progettualità - afferma il presidente Giacomo Cioni - Palazzo Vecchio giustifica i rincari con l’inflazione, come se l'aumento generalizzato dei prezzi dei beni e dei servizi non avesse colpito anche imprese e cittadini: avrebbe potuto e dovuto coprire gli incrementi dei costi con altre modalità, dallo scostamento di bilancio al dirottamento di risorse diverse. A maggior ragione considerata l’ottima situazione finanziaria della Multiutility: 162 milioni di investimenti, crescita del settore ambiente (+52 milioni), un aumento del 128% dei ricavi e 33 milioni di dividendi per i soci”.

Sul versante sindacale, perplessità dalla Cisl, con il segretario di Firenze-Prato Fabio Franchi, “c’è necessità di aprire quanto prima una riflessione sulla gestione futura dei rifiuti; aver detto e continuare a dire no ai termovalorizzatori e no a qualsiasi impianto di trattamento determina un doppio disastro: economico, perché fa aumentare il costo dello smaltimento dei nostri rifiuti in altre regioni o in altri paesi addirittura; ambientale, perché portare i nostri rifiuti a centinaia di chilometri di distanza, con tir o navi a gasolio, crea un danno in termini di emissioni inquinanti incredibile”.

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