Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Pnrr, la Cisl contro Giani: "Nessun progetto, Toscana indietro. Avanti così e ci resteranno solo le briciole"

Dure parole del segretario generale della Cisl Toscana, Ciro Recce: "Le altre regioni si muovono, noi fermi. Chi coordina? Il presidente chiarisca"

“Sul Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, circa 200 miliardi di euro in arrivo dall'Europa per la ripresa post Covid, ndr) la Toscana è in netto ritardo e rischiamo di perdere un treno che non ripasserà. Mentre altre regioni hanno già costruito o stanno costruendo progetti per accedere alle risorse che saranno rese disponibili a livello nazionale, qui non si è neppure iniziato a parlarne. Così ci resteranno solo le briciole”.

A dirlo è il segretario generale della Cisl Toscana, Ciro Recce, che si rivolge al presidente della Regione Eugenio Giani. “Le notizie e i segnali che ci arrivano dalle altre regioni ci stanno molto preoccupando, perché ci raccontano di progetti in avanzata costruzione, di realtà territoriali e regionali pronte a scommettere su precise linee d’azione per attingere alle risorse del Pnrr. Qui invece settimane e mesi passano e non vediamo nessun movimento, nessuna iniziativa nei palazzi regionali. Ma a chi altri spetta se non alla Regione costruire una strategia toscana per il Pnrr?”

“C’è bisogno a questo punto che il presidente Giani in prima persona faccia chiarezza: chi coordina l’azione su questa partita strategica, chi ha il compito di raccogliere e mettere insieme i bisogni e le idee delle tante realtà toscane?”, chiede ancora Recce.

“Si avvii il confronto, c’è la necessità di definire dei progetti precisi, di valutarne qualità, adeguatezza, tempi di realizzazione, di definirne le ricadute occupazionali, anche sul fronte della qualità del lavoro e della sua sicurezza. Se non sapremo accedere a questi ingenti fondi e non sapremo spenderli bene, in modo strategico, il divario tra noi e chi avrà saputo farlo aumenterà e rischiamo di scivolare verso il basso nella classifica delle regioni, per occupazione, ricchezza e quindi per qualità della vita, perché se non si generano risorse non si riescono a finanziare i servizi essenziali. Non c’è più tempo da perdere - conclude Recce -. La Regione batta un colpo e metta in moto la macchina: gli altri sono già sulla griglia di partenza e noi siamo ancora fermi ai box”.

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