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Petizione per non abbattere l'ex Panificio Militare: "Tutelare l'enorme valore storico e architettonico"

Petizione su change.org, gli edifici saranno tutti abbattuti per fare posto ad una nuova Esselunga

Tutelare il valore storico e architettonico dell'immenso complesso dell'ex Panificio Militare di Rifredi, risalente agli '30 del Novecento e in stato di abbandono da molto tempo, e dunque rinunciare all'abbattimento.

E' la richiesta di una petizione lanciata su change.org l'8 gennaio scorso e che ad oggi, 11 gennaio, ha raccolto 350 firme.

"Trattandosi di una significativa opera architettonica del periodo tra le due guerre, la decisione appare sconcertante. L'ex Panificio Militare, per le funzioni primarie che svolse a livello nazionale, è in Italia un complesso unico nel suo genere, ed è un riferimento di enorme valore identitario per il contesto urbano entro il quale è collocato. Sarebbe stato più che possibile, e anche più interessante culturalmente, progettare un eccellente centro commerciale includendo il riuso degli edifici storici. Si è invece preferita, non si sa per quali motivi, la strada della tabula rasa, che cancellerà rozzamente il grande valore di un’opera che dovremo rimpiangere per chissà quanti decenni a venire. Condanniamo fermamente l’insensata decisione di demolire l’ex Panificio Militare, chiedendo alle persone sensibili e alle autorità competenti di mobilitarsi urgentemente per scongiurare l’attuazione di un proposito che appare sbagliato da qualunque punto di vista lo si guardi", si legge sulla petizione on line.

Al posto degli edifici dell'ex panificio militare, che saranno tutti abbattuti, sorgerà un supermercato Esselunga, un parcheggio e un giardino pubblico.

Sulla nuova Esselunga il quartiere si divide

Il via ai lavori è già slittato, rispetto alle prime ipotesi, di già circa un anno, e potrebbe partire nei prossimi mesi, anche se una data certa ancora non c'è.

"Le strutture dell'ex Panificio sono di grande pregio e avrebbero potuto essere riqualificate e riutilizzate, invece di optare per il completo abbattimento. Sarà una grave perdita per la storia della città. Non dimentichiamo molti altri esempi infausti, come la distruzione della struttura di grande pregio di archeologia industriale rappresentata dall'ex Fiat di viale Belfiore", commenta Maria Rita Signorini, ex presidente nazionale di Italia Nostra (tra i promotori della petizione) e tuttora consigliera nazionale dell'associazione. Palazzo Vecchio ha invece sempre difeso la scelta come strada per riqualificare l'intero quartiere.

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