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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Migranti, ritardi nei permessi di soggiorno: "Negato il diritto alla salute"

La denuncia di Tommaso Grassi insieme alle associazioni

Gravi ritardi nel rilascio dei rinnovi dei permessi di soggiorno di cittadini migranti regolarmente presenti sul nostro territorio. A denunciarli è stato oggi il capogruppo di Firenze riparte a sinistra Tommaso Grassi con Salvina Di Gangi di Anelli Mancanti e Vladimiro Barberio della Confederazione Multietnica Internazionale. "Un ritardo che oltre a creare grave disagio nel cittadino migrante alimenta un contesto di avversità per la popolazione migrante”, hanno sottolineato.

Grassi insieme alle associazioni lancia anche l'allarme per un "diritto alla salute negato". "Esistono migranti affetti da gravi patologie che si rivolgono agli sportelli di associazioni e consulenti perché non ottengono il permesso di soggiorno come invece la giurisprudenza sancirebbe - hanno raccontato - la Questura di Firenze, come del resto molte altre sul territorio italiano, si limita in quei casi a riconoscere la inespellibilità dal territorio dello Stato".

Le associazioni chiedono dunque che il permesso sia rilasciato "per motivi umanitari a tutti coloro che sono gravemente malati", come prevede la sentenza del Tar del Lazio del 9 giugno 2005 che afferma "il diritto dello straniero, anche se entrato o rimasto irregolarmente in Italia, di ottenere, per il tempo necessario ad effettuare cure mediche d’urgenza o che non potrebbe ricevere nel paese d’origine, un permesso di soggiorno idoneo a regolarizzare la situazione di inespellibilità sancita dalla Corte costituzionale".


“I ritardi nel rilascio dei permessi e della documentazione di competenza di Prefettura e Questura creano a catena disagi ai cittadini e un clima di incertezza che rende talvolta impossibile inserirsi nella società con un percorso di legalità, rimanendo escluso l’accesso al mondo del lavoro - hanno concluso - ribadire oggi queste gravi carenze del sistema di accoglienza e integrazione del nostro Paese è ribattere su un concetto di legalità: più il fenomeno migratorio viene gestito rispettando le regole e i tempi anche dagli organi predisposti più si garantisce una società più equa e solidale”. 

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