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Fi Pi Li, autotrasportatori in rivolta: “No al pedaggio per i camion, pronti a bloccare la superstrada”

Cna e Confartigianato chiedono un incontro urgente alla Regione: “Misura discriminatoria e inaccettabile viste le condizioni della strada”

“Siamo pronti a farci sentire con ogni mezzo e se non saremo ascoltati, scenderemo in piazza per esprimere totale contrarietà all’introduzione di un pedaggio per i mezzi pesanti sulla FiPiLi”. Come? “Magari andando a 30 all'ora sulla superstrada, o andando tutti sulla viabilità ordinaria”.

Non potrebbero essere più eloquenti le parole dei rappresentanti regionali degli autotrasportatori di Cna e Confartigianato, nella conferenza stampa convocata questa mattina per mandare un messaggio chiaro alla Regione.

Al centro del contendere, l'ipotesi di pedaggio per i soli mezzi pesanti di cui da tempo parla il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, perché, l'estrema sintesi del ragionamento del presidente della Toscana e non solo, “i mezzi pesanti contribuiscono molto di più all'usura dell'arteria”.

“Una misura discriminatoria, che invece di favorire lo sviluppo lo ostacolerebbe. Per una strada perennemente disastrata”, rispondono però all'unisono i presidenti regionali di Cna Luca Tonini e Fita Cna Michele Santoni, insieme a quello di Confartigianato Imprese Luca Giusti.

“La delibera che la giunta regionale ha approvato all'unanimità l'8 novembre scorso prevede la nascita della Società Toscana Strade e la possibilità di un pedaggio. Così la nostra categoria finanzierebbe una società pubblica per la gestione di un'infrastruttura regionale. Non possiamo accettarlo”, spiega Santoni.

“Roviniamo di più le strade rispetto alle auto? Ma paghiamo anche un bollo cinque volte più alto, mille euro a mezzo pesante. Cosa viene fatto con quegli introiti?”, chiede il rappresentante della Fita. Ma non solo.

“Non accettiamo - prosegue -, di passare come 'furbacchioni', come quelli che eviterebbero l'autostrada per convenienza. Lungo la Fi Pi Li si è sviluppato un settore produttivo che va dalla moda al cuoio, dall'alimentare alla tecnologia. Non percorriamo la superstrada perché ci piace, ma perché è la sola che ci consente di raggiungere i siti produttivi. Il pedaggio farebbe lievitare tutti i costi della filiera. Senza contare che i mezzi pesanti rappresentano solo il 15% del traffico totale e che gli 11 milioni incassati dalla Regione grazie agli autovelox sono già una tassa”.

“Vogliamo bloccare i mezzi pesanti? Allora sarà difficile anche fare la spesa”, la provocazione di Tonini. “Non ha senso chiedere un obolo per una strada in condizioni pietose, con quotidiane perdite di tempo che già ci danneggiano. Pensate che con il pedaggio migliorerebbe da un giorno all'altro la viabilità? Non è così, pagheremmo per una strada dissestata e pericolosa. Se un giorno sarà una strada come si deve, allora si potrà aprire un discorso diverso”, ragiona Giusti.

Quello che brucia di più è, denunciano le sigle, il mancato coinvolgimento: “Seguiamo le ipotesi in campo attraverso la stampa, quando da mesi chiediamo al presidente Giani di aprire un tavolo ufficiale”.

Tavolo che, ha fatto sapere l'assessore Baccelli, dovrebbe arrivare a gennaio. Ma da quel tavolo la parola pedaggio non deve uscire. Altrimenti lo scontro sarà totale.

(Sotto, da sinistra: Giusti, Tonini e Santoni)

Da sinistra Giusti, Tonini e Santoni-3

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