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Lunedì, 30 Gennaio 2023
Cronaca

Pedaggio per i camion in Fi Pi Li, la rivolta di Assotir: "Balzello iniquo, manifestazioni spontanee"

L'associaione di categoria: "Ogni aggravio ricadrà su servizi e merci trasportate"

Come da previsione, non tardano ad arrivare le proteste degli autotrasportatori, dopo che sabato scorso il presidente della Regione Eugenio Giani ha annunciato la costituzione entro l'anno di Toscana Strade Spa, la società, inizialmente 100 per cento in mano alla Regione, che dovrà gestire la Fi Pi Li e, soprattutto, il pedaggio che lo stesso Giani ha intenzione di far pagare ai mezzi pesanti.

L'idea, come spiegato in conferenza stampa dal presidente, è quella di un costo di circa il 30 per cento inferiore a quanto si paga sulla autostrada A11 Firenze - Mare. In sostanza per la Fi Pi Li, in base alle dimensioni, è ipotizzabile una tariffa tra i 5 e i 12 euro. Solo per i mezzi pesenti, mentre la strada di grande comunicazione resterà gratis per le auto.

“Un pedaggio solo sui mezzi pesanti rappresenta l’ennesimo iniquo balzello, che sarà inoltre una zavorra sul sistema economico toscano”, attacca infatti il coordinatore toscano di Assotir, Maurizio Bandecchi. “E' chiaro che gni costo, ogni aggravio in più sopportato dalle imprese di trasporto, non potrà che essere trasferito nei prezzi finali del servizio. In una congiuntura come questa, con costi crescenti su tutte le voci, dai pedaggi alle assicurazioni, dal costo dei mezzi ai ricambi, francamente non se ne sentiva il bisogno".

La categoria, dice Assotir, sta reagendo "con un misto di rabbia e di sconcerto. Stiamo valutando come reagire e non escludiamo manifestazioni anche spontanee", prosegue Bandecchi. Subito il pensiero va alla possibile clamorosa protesta della percorrenza della strada a passo d'uomo. Per ora nulla di confermato, vedremo.

Circola anche una idea che vuole "rendere palesi le responsabilità" e cioè, come spiega sempre Assotir, "ad ogni fattura potrebbe essere aggiunta la voce 'supplemento pedaggio FiPiLi'", una provocazione "per far capire a chi attribuire il peso" degli aumenti dei costi.

"Le imprese di trasporto non possono sobbarcarsi il peso delle inefficienze e dei sovraccosti delle infrastrutture, un peso che si spalma inevitabilmente su tutte le filiere produttive e distributive. La Fi Pi LI è una strada fondamentale per tutto il Valdarno e serve a collegare la costa con l’interno, è una indispensabile direttrice per le relazioni, lo scambio di materie prime e semilavorati del nostro sistema manifatturiero, è indispensabile alla logistica ed alla distribuzione sia quella verso i privati che per la grande distribuzione ed il commercio al dettaglio. Si aggiunga che è una strada insicura, dove manca la corsia di emergenza e che non è quindi idonea né sufficiente per poter pretendere un pedaggio. Come minimo si potrebbero prevedere almeno delle forme di agevolazione anche indiretta per le imprese di trasporto locali, ad esempio considerando nuove forme esenzione o quantomeno di abbonamento. Volendo fare cassa, si sarebbe dovuto prima lavorare su efficientamento e l’utilizzo di risorse che già vengono versate dalle imprese a partire dai bolli sui mezzi di trasporto. Oltretutto la Regione nemmeno ha avuto quel minimo di cortesia istituzionale, perché nonostante richieste pubbliche e private, mai ha voluto confrontarsi con noi su questo tema. Noi crediamo - si legge in una nota diffusa da Assotir -, che ci sia stata una forte sottovalutazione degli effetti negativi che questa scelta comporterà”.

La 'nuova' Fi Pi Li

Quanto alla 'nuova' Fi Pi Li, l'intenzione della Regione sarebbe di costituire la nuova società entro l'anno e di far iniziare a pagare il pedaggio ai camion (attraverso una sorta di archi telematici e non costruendo caselli) già dal 2024, o al massimo dal 2025.

Dai pedaggi ai mezzi pesanti, secondo i dati diffusi, potrebbero arrivare circa 14 milioni di euro, che si aggiungerebbero a quelli derivanti dalle multe e dagli 'affitti' su stazioni di servizio e per i cartellini pubblicitari. Risorse aggiuntive con le quali la Regione, secondo quanto annunciato, vorrebbe costruire la corsia d'emergenza e in alcuni tratti anche la terza corsia.

Come conseguenza dell'introduzione del pedaggio si ipotizza inoltre un possibile spostamento dei mezzi pesanti sulla A11, un 10-15 per cento secondo le stime dell'assessore regionale ai trasporti Stefano Baccelli, così da liberare in parte la Fi Pi Li, oggi percorsa in massa proprio anche perché gratuita per tutti.

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