Non solo "pannolinoteca": a Bagno a Ripoli il negozio che fa welfare

Kikibio si allarga e diventa associazione per sostenere maternità e genitorialità. L'ideatrice: "Il mio? Un aiuto da mamma"

E' a Bagno a Ripoli e nasce come negozio di articoli per bambini. Un'attività attenta all'ambiente, alla filiera corta e a valori etici e sociali dei prodotti che vende, certo. Ma poi la proprietaria ha sentito di dover andare oltre: le dinamiche con la maternità e la genitorialità sono molto complesse. L'ha toccato con mano diventando mamma due anni e mezzo fa. Così ha "allargato" Kikibio, che da poco meno di due mesi ha iniziato a lavorare anche come associazione. E' l'idea che ha avuto Claudia Steinle.

Claudia, di cosa si tratta?

Sta nascendo un'associazione dedicata alla genitorialità e alla maternità, ancora formalmente non è neanche costituita ma abbiamo già iniziato a programmare gli incontri. Il primo si svolgerà sabato 25 gennaio.

In particolare, di cosa si parla durante questi appuntamenti?

Sono incontri su come affrontare situazioni concrete che ci si trovano di fronte quando si mette al mondo un bambino. Per esempio il rientro della mamma al lavoro, oppure sul sonno del piccolo nelle varie fasi, il rapporto tra nonni e genitori, l'allattamento, e anche il primo soccorso pediatrico. E poi corsi sulla disciplina dolce, per la comunicazione non violenta (in famiglia e non solo), o su come gestire le crisi di rabbia. Gli argomenti sono davvero tanti e il calendario è fitto.

Scusa Claudia, ma il tuo non è un negozio?

Sì, infatti io mi occupo solo di coordinare e organizzare gli incontri settimanali che vengono tenuti da professionisti affermati. A prescindere dall'attività commerciale, l'associazione non è a scopo di lucro e ci si può accedere anche senza visitare il negozio. Kikibio è completamente autofinanziata: cerchiamo di fare il più possibile attività gratuite. Ma coinvolgendo professionisti affermati capita di chiedere ai partecipanti un contributo solo per coprire la doverosa parcella: l'associazione non ricava niente.

Da cosa deriva la necessità di un'associazione del genere?

E' un sostegno di welfare, della famiglia, oltre che una diffusione di contenuti ecologici. Le mamme, ma anche i babbi, hanno bisogno di tanto sostegno nel momento della genitorialità, già dalle prime settimane dopo il concepimento, periodo in cui si hanno molti dubbi. Le persone cercano appoggi, in molti preferiscono non parlarne per il timore di aborto, che nelle prime 12 settimane è alto. Ma noi vogliamo sostenerle anche in quel momento.

Voi avete anche quella che chiamate una "pannolinoteca": che cos'è?

Per noi promuovere pannolini lavabili e riutilizzabili è un modo di rispettare l'ambiente. La pannolinoteca è una 'biblioteca di pannolini', un luogo dove si possono vedere e provare tutti i tipi di pannolini lavabili per scegliere quello più adatto. Molto spesso all'inizio si è un po' inibiti dall'idea di utilizzarlo e pulirlo, ma basta fare due o tre lavaggi e si prende la mano. 

Tu non sei fiorentina: come sei finita da queste parti?

Sono milanese, ho fatto l'Università lì poi ho vissuto a Bologna e a Siena, dove ho preso un'altra laurea. Mio padre è tedesco e mio marito è iraniano, ho vissuto in un ambiente multiculturale e internazionale. Abbiamo scelto Firenze perché per noi è il posto ideale in cui vivere. Adesso abitiamo ad Impruneta, anche se ci piace molto viaggiare.

Dove vuoi arrivare con questa iniziativa?

Mi piacerebbe dare un aiuto. Diventando mamma sono entrata in contatto con ostetriche, psicologhe di fama internazionale, consulenti sull'allattamento. Ho studiato molte cose che non si insegnano a scuola e vorrei aprire tutto questo bagaglio al maggior numero possibile di persone. Siamo vicini all'ospedale di Ponte a Niccheri e un giorno mi piacerebbe lavorare in sinergia con le ostetriche. 

Avete già dei contatti con le istituzioni?

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Ancora non abbiamo avuto il tempo di lavorarci, ho avuto solo un piccolo contatto con il Comune di Figline. Ma mi attiverò anche con quelli di Firenze, Bagno a Ripoli e i comuni del Chianti. Ci sono molte attività che possono essere utili alla collettività: per esempio con i pannolini lavabili si riduce la spazzatura.

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