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Martedì, 31 Gennaio 2023
Cronaca Centro Storico / Via del Proconsolo

La leggenda del palazzo Nonfinito

Oggi è la sede del prestigioso Museo nazionale di antropologia ed etnologia, ma tutti lo conoscono come il Palazzo Nonfinito. Ecco la storia dell'insolito edificio in via del Proconsolo

Nel 1593 Alessandro Strozzi incaricò Bernardo Buontalenti di realizzare un sontuoso palazzo. Il celebre architetto però, a causa di una serie di contrasti con il figlio del committente e con l’artista Santi di Tito, l’artista  impegnato nella realizzazione dello scalone, abbandonò i lavori prima che venissero portati a termine. 

Il progetto, dopo una serie innumerevole di passaggi, agli inizi del XIX giunse nelle mani di un certo Guasti, che cedette l’edificio Nonfinito al governo toscano. Nel corso dell’800 divenne un vero e proprio palazzo di potere: il Governo infatti vi insediò il dipartimento agli Interni e la direzione di Polizia, che si serviva di una piccola porta segreta al piano terra mascherata da un finto bugnato (ovvero una serie di blocchi di pietra sovrapposti in file sfalsate) per far passare gli informatori. 

Quando Firenze divenne Capitale d’Italia, l'edificio venne adibito a sede del Consiglio di Stato e successivamente della direzione Poste e Telegrafi, mentre solo nel 1869, grazie all’intervento del senatore Paolo Mantegazza, nacque il Museo nazionale di antropologia ed etnologia.

Numerose sono le storie legate a questa costruzione del centro cittadino. Un’inquietante leggenda racconta che un giovane, innamorato della figlia di Alessandro Strozzi, per impressionare il nobile promise che l’opera sarebbe stata portata a termine in un solo anno. Resosi conto dell’impresa impossibile, il giovane decise allora di stringere un patto col diavolo, al quale promise la sua anima in cambio della realizzazione dell’edificio. 

Lo scambio però non venne mai concluso: sembra infatti che il giovane, in un moto di astuzia, chiese al demonio di terminare l’opera con una serie di decorazioni sacre. Davanti a tale richiesta, il demonio scappò inorridito al grido di “Non finito! Non finito!”, salvando così l’anima dell’innamorato. Da allora una maledizione demoniaca sembra aleggiare su questo edificio, da secoli condannato a essere un palazzo “Nonfinito”. 

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