Cronaca

Vita da incubo per i disabili, lo sfogo di una mamma: "E se protesto mi insultano"

Fabiana è madre di un bambino con grave disabilità: "Diventa difficile anche prendere un gelato, le persone non capiscono cosa dobbiamo affrontare"

Una delle foto postate su Facebook

Un quartiere, forse una città, non ancora a misura di disabile. Così almeno denuncia la madre di un bambino di 9 anni, affetto dalla nascita da grave disabilità.

"Purtroppo c'è un'inciviltà diffusa. Quotidianamente dobbiamo affrontare grandi difficoltà a causa di persone che non si rendono minimamente conto delle conseguenze dei loro comportamenti", dice Fabiana Brunitto, la mamma del bambino, contattata al telefono dopo aver pubblicato su Facebook questa mattina diverse foto di auto parcheggiate che ieri sera ostruivano completamente molti passaggi pedonali sulle strisce.

"Avrei potuto pubblicarne decine. E' così ogni giorno, ovunque. E diventa estremamente complicato anche solo fare una passeggiata o andare a prendere un gelato. Mio figlio pesa 23 chili, non posso prenderlo in braccio, spesso passare tra le auto con la carrozzina diventa impossibile", prosegue la donna, 37enne, originaria di Caserta e da una quindicina d'anni a Firenze, dove il ragazzino è nato e cresciuto.

Con il marito gestiscono una pizzeria nel quartiere delle Cure, dove risiedono. "Non si può dire che negli ultimi anni la situazione sia migliorata. Anzi, semmai è peggio. Capisco la stanchezza di chi torna da lavoro e la mancanza di posti auto, ma parcheggiare così male o occupare i posti per disabili quando non se ne ha diritto è segno di grande mancanza di rispetto", aggiunge Fabiana.

Come emerge anche in altre situazioni. "Per esempio alle casse prioritarie dei supermercati, o quando facciamo notare a chi non ha il contrassegno che non può parcheggiare sui posti per disabili. C'è chi si arrabbia e arriva ad insultare. Se c'è il bambino lasciamo perdere, perché per lui è un'umiliazione. E' disabile ma ovviamente capisce benissimo. Ovvio che fa rabbia, molto".

"Oltre a ciò, si aggiungono le buche e i marciapiedi spesso malmessi. Una situazione - sottolinea la donna -, che rende tutto più difficile non solo per noi ma anche, per esempio, a chi porta a spasso un passeggino con un bimbo piccolo o ad un anziano con scarsa mobilità".

In passato non sono mancate campagne di sensibilizzazione su queste tematiche. Tra le altre, non molto tempo fa, la 'passeggiata' del sindaco Dario Nardella per accompagnare da casa fino a Palazzo Vecchio la consigliera comunale Michela Monaco, anche lei costretta sulla sedia a rotelle. Evidentemente, c'è ancora da lavorare. "Soprattutto - conclude la donna -, sull'educazione delle persone". Probabilmente il lato più difficile della questione.

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