Sanità: situazione "critica" all'ospedale di Torregalli

La denuncia: "Turni massacranti". La replica: "La carenza di medici è ben nota"

Il pronto soccorso del San Giovanni di Dio (foto d'archivio)

Appalti scaduti, carenze di personale, strutture fatiscenti, aria condizionata rotta in alcune sale d'aspetto e ambulatori. L'ospedale di Torregalli “cola a picco: da quando è passato dall'Asl 10 Firenze all'Asl Toscana centro, nel 2016, i costi non sono diminuiti ma i servizi sì, si fa tutto al ribasso e questo crea grave disagio sia all'utenza che al personale”. E' la denuncia di Alfredo Mazzarella, dirigente Cisl, circa lo stato dell'ospedale al confine tra Firenze e Scandicci.
Nei prossimi mesi, spiega il sindacalista, dovrebbe nascere il nuovo pronto soccorso, come ha recentemente annunciato l'assessore regionale alla salute Stefania Saccardi. Ma tutto il resto? “L'edicola è chiusa da un anno, non si sa quando verrà fatto il nuovo appalto. Il bar pure, così la domenica quando la mensa è chiusa i dipendenti non hanno un posto in cui andare a mangiare – spiega Mazzarella – persino le camere ardenti sono rimaste chiuse quasi una settimana: le hanno riaperte il 3 luglio”.

Un caso imbarazzante, quello dell'inagibilità delle camere ardenti, su cui nei giorni scorsi ha presentato un'interrogazione urgente al consiglio regionale della Toscana il vicepresidente Marco Stella (Forza Italia), dichiarando: "Questa chiusura causa serie difficoltà a chi sta vivendo momenti estremamente dolorosi della sua esistenza e aggrava i costi a carico del cittadino che deve andare alla Cappelle del Commiato o affidarsi a strutture private". Secondo la Cisl, in generale a Torregalli sui servizi “è mancata la programmazione: pur sapendo che gli appalti scadevano, non ne sono stati fatti di nuovi”. Per questo “bisognerebbe investire subito sul Nuovo San Giovanni di Dio: per chi ci lavora e per l'utenza, perché in un luogo di malattia, aggiungere sofferenza a sofferenza è inaccettabile”. 

LAVORATORI

Va male anche sul fronte del personale: “La scarsità di operatori, specialmente ostetriche e operatori socio sanitari, costringe il personale a turni massacranti e rischia di portare a non riuscire a gestire correttamente le emergenze – afferma Mazzarella – è vero che i tempi per le assunzioni sono lunghi e onerosi, ma affidarsi alle agenzie del lavoro per portare in ospedale dall'esterno qualche infermiera per uno o due mesi, non ci pare affatto una soluzione seria”. Il sindacalista sottolinea come “parecchi reparti sono ai minimi storici di personale e organizzazione”. E quindi “diventa difficile rispondere alle emergenze in queste condizioni”. Non manca infine il capitolo sicurezza. “E' inutile fare un nuovo, bellissimo pronto soccorso se poi in ospedale si appendono cartelli alle finestre con scritto: “caduta intonaco, vietato uscire sui terrazzi” chiosa il sindacalista Cisl, per poi concludere: “noi non vorremmo che questo continuo peggioramento dei servizi, di cui non sappiamo se e quando finirà, rifletta un piano ben preciso che mira a dirottare gli utenti dal pubblico al privato”.

PROTESTE

La denuncia della Cisl sulla situazione a Torregalli è stata subito raccolta dal capogruppo di Forza Italia Jacopo Cellai insieme al deputato e coordinatore regionale Stefano Mugnai: “E' una vergogna, serve un intervento immediato di Asl e Regione per ristabilire la normalità. Ne va della salute degli utenti e del personale” commentano all'unisono. “Presenterò un’interrogazione sulla vicenda” dichiara poi Cellai, mentre Mugnai assicura che “Forza Italia interverrà con forza perché questa come altre situazioni di disagio nel sistema sanitario nazionale siano risolte con la massima urgenza”. Secondo Mugnai e Cellai infatti “esiste un’emergenza grave che sta colpendo il sistema sanitario nazionale per la carenza di medici specializzati che questo governo non sta affrontando in modo serio”.

REPLICA 

Nel pomeriggio è arrivata la precisazione della Asl. "Nessuna criticità nell’ospedale San Giovanni di Dio. L’aria condizionata funziona regolarmente nei reparti. Il problema a un condizionatore che si è verificato nei giorni scorsi e che ha interessato gli ambulatori del percorso di podopatia situati in un’ala del padiglione vecchio, è già risolto da tre giorni". "L’edicola del presidio è chiusa da tempo dopo che è andata deserta la gara ma la direzione dell’ospedale si è comunque attivata fin da subito per trovare una soluzione. Quanto alla chiusura del bar dell’ospedale, come comunicato nei giorni scorsi, sono in corso i rinnovi di concessione per l’affidamento del servizio bar. A breve sarà disponibile un punto di ristoro a gestione del nuovo concessionario che sarà allestito durante i lavori di ripristino del bar". "La carenza di medici, infine, è problematica ben nota ed ha carattere nazionale". 

In arrivo il nuovo pronto soccorso


 

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