Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca Careggi

Ospedale di Careggi, mancano 170 dipendenti: “Turni massacranti per garantire i servizi”

L'allarme della Cgil: “Servono nuove assunzioni, a rischio la qualità dei servizi offerti ai cittadini”

All’ospedale fiorentino di Careggi nel comparto sanitario (medici e dirigenti esclusi), che attualmente conta circa 4mila200 dipendenti, mancano 170 lavoratori (infermieri, fisioterapisti, Oss, radiologi, ostetriche, tecnici di laboratorio, dietisti, amministrativi). A denunciarlo è la Cgil.

Lavoratori che sarebbero necessari “per coprire almeno in parte il personale uscito tra pensionamenti e trasferimenti e per gestire le assenze a vario titolo quali gravidanze, malattie lunghe e assenze improvvise. 170 lavoratori in più rispetto alla dotazione attuale che servirebbero solo per garantire il mantenimento dei servizi aperti e i livelli minimi degli standard assistenziali”, spiega Michele Tortorelli, responsabile Rsu Careggi Fp Cgil.

Attualmente i reparti, denuncia il sindacato, lavorano sotto organico. “Il dato – prosegue Tortorelli -, è confermato dalle ore di straordinario utilizzato in alcuni importanti reparti, con i lavoratori costretti a turni massacranti per mantenere un livello adeguato di prestazioni da offrire ai cittadini”.

Da dove nascono questi problemi di organico? La questione si inquadra nelle norme previste dalle Leggi finanziarie susseguitesi negli anni scorsi, che sulla sanità impongono un abbattimento del costo del personale dell'1,4% rispetto al costo del personale del 2004. Un parametro tra l’altro rispettato dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi.

“Una norma che non risponde a nessun dato scientifico dal punto di vista sanitario ma ha solo il fine di effettuare risparmi sottraendo risorse alla sanità pubblica. Una norma che la Cgil chiede da sempre di abolire, perché soffoca il Servizio Sanitario Nazionale”, dice il sindacalalista.

Il sindacato chiede quindi alla direzione aziendale di Careggi “una risposta immediata alle carenze di organico da parte della Direzione Aziendale. Se non si vuole compromettere la qualità della sanità pubblica offerta ai cittadini non sono più accettabili rinvii sulle nuove assunzioni”.

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