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Bella copia del Vocabolario del 1612 (foto www.accademiadellacrusca.it)

Bella copia del Vocabolario del 1612 (foto www.accademiadellacrusca.it)

L'Accademia della Crusca e il primo Vocabolario

Grazie all'Accademia della Crusca è stato creato il primo Vocabolario della lingua italiana. Ma da cosa deriva il nome?

Nessuno o quasi si sarebbe aspettato che una banda di uomini colti, che si facevano chiamare la “banda dei Crusconi”, avrebbe creato uno dei baluardi della lingua italiana. Questi anti-accademici personaggi si riunivano per parlare e recitare in allegria le Cruscate, ovvero discorsi molto scherzosi e giocosi. Le loro riunioni nate tra 1582 e il 1583 erano un modo per allontanarsi dall’Accademia fiorentina protetta da Cosimo I de’ Medici e di stampo molto classico e severo.

Con l’umorismo e l’ironia cercavano di combattere la pesantezza dei classicisti. I fondatori della Crusca si identificano tradizionalmente in: Giovan Battista Deti, il Sollo; Anton Francesco Grazzini, il Lasca; Bernardo Canigiani, il Gramolato; Bernardo Zanchini, il Macerato; Bastiano de' Rossi, l'Inferigno, cui si aggiunse nell'ottobre 1582 Lionardo Salviati, l’Infarinato. Fu proprio l’Infarinato che l’Accademia prese nuova forma e importanza. Nel 1583 gli Accademici avevano uno scopo: conservare la bellezza del fiorentino modellato sugli autori del ‘300.

A partire dal 1590 si occuparono di trovare e classificare il materiale per la realizzazione del primo Vocabolario della lingua italiana. Le prime opere che andarono ad analizzare erano la Divina Commedia di Dante, il Canzoniere di Petrarca e il Decameron di Boccaccio. Ovviamente lo scopo dell’Accademia era quella di studiare e conservare il fiorentino trecentesco, ma non per questo non tennero conto di altri grandi autori non fiorentini e vissuti in epoche diverse dal ‘300 ad esempio l’Ariosto, Lorenzo de’ Medici e Machiavelli.

Nella compilazione del Vocabolario gli scrittori fiorentini del Trecento vennero citati per primi, dove era possibile con un esempio di prosa e uno di poesia, dei non fiorentini si scelsero le parole più belle e di matrice fiorentina, dei contemporanei le voci dell’uso.

Il Vocabolario degli Accademici della Crusca fu stampato a Venezia e uscì nel 1612. Molto fu l’interesse, ma molte furono anche le accuse contro l’arcaismo delle parole scelte. Nonostante le critiche però il Vocabolario diede un contributo decisivo all'identificazione e alla diffusione della lingua italiana e ha fornito l'esempio ai grandi lessici delle lingue francese, spagnola, tedesca e inglese.

L'Accademia portò avanti la sua attività fino al 1783, quando Pietro Leopoldo la sciolse insieme ad altre Accademie e la riunì nella Accademia Fiorentina (seconda), ma con la scesa al trono toscano della sorella di Napoleone Bonaparte, Elisa Baciocchi, il 3 marzo 1809, l’Accademia venne riaperta nel 1811. Prima però su decreto dello stesso Napoleone concesse ai Fiorentini di poter parlare la propria lingua con l'emanazione di un decreto emesso dal Palazzo delle Tuileries. In tale decreto si affermava che «La lingua italiana potrà essere impiegata in Toscana a concorrenza colla lingua francese, nei tribunali, negli atti passati davanti notari e nelle scritture private.»

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