Ora legale, il climatologo: "Ecco perché abolirla è un danno per l'ambiente"

Stanotte orologi avanti di un'ora. Parola al climatologo: "Cambiamenti climatici, rischi per vite e ulivo"

E' entrata in vigore l'ora legale: le lancette dell'orologio sono state spostate un'ora in avanti. Farà buio più tardi, certo. Il che consentirà un importante risparmio energetico. Cosa significa questo per il nostro clima? Ne abbiamo parlato con Gianni Messeri, climatologo del Lamma.

Come si lega in termini di clima l'entrata in vigore dell'ora legale?

Il cambio dell'ora provoca uno spostamento della luce nelle ore in cui l'uomo è maggiormente attivo. Per questo consumiamo meno energia elettrica, bruciamo meno combustibili fossili e dunque produciamo meno emissioni. Una buona pratica per l'ambiente.

Possiamo dire che l'abolizione dell'ora legale decisa dall'Ue a partire dal 2021 (ma che i singoli stati potranno reintrodurre) sia un male per l'ambiente?

La mia è un'analisi intuitiva, senza dati in mano. L'equazione è: se è vero che l'ora legale porta benefici in termini di consumo energetico, di pari passo produce meno emissioni in atmosfera di Co2, che sono quelle che hanno provocato i cambiamenti climatici.

Quali cambiamenti ci sono stati in Toscana a causa del surriscaldamento del clima?

Ci sono stati cambiamenti importanti: il clima è fortemente correlato all'agricoltura. In particolare le variazioni di temperatura e il cambiamento dei regimi pluviometrici hanno inciso in modo significativo. Le piogge sono diminuite, ma soprattutto è cambiata l'intensità dei fenomeni: meno giorni di pioggia, precipitazioni più intense. Lunghi periodi di piogge abbondanti e altri di siccità.

E quindi per gli agricoltori cos'è cambiato?

Un esempio pesante: negli ultimi anni si è dovuto ricorrere più volte a irrigazione di ulivi e viti, fatto è abbastanza inusuale. Le previsioni del prossimo futuro per la Toscana non sono proprio incoraggianti: la coltura della vite è a forte rischio per la crescita delle temperature. Le condizioni ideali per coltivarla rischiano di spostarsi più a Nord rispetto alla Toscana. 

Cosa si può fare per adeguarsi a questo cambiamento?

Per contenere gli effetti negativi dell'effetto termico occorre maggiore apporto idrico, l'acqua verrà a mancare. Dovremmo essere molto bravi ad ottimizare la gestione dell'acqua per contrastare un clima meno favorevole alle colture attualmente in uso in Toscana. 

Cosa ci aspetta il futuro del clima in Toscana?

In Italia c'è un aumento delle temperature leggermente superiore a quello nel resto dell'Europa, le nostre zone sono più soggette ai cambiamenti climatici: se nel pianeta la temperatura in 50 anni è cresciuta fra gli 0,7 e gli 0,8 gradi, in Italia 1,0-1,1 gradi. In Toscana molto ruoterà intorno alla gestione idrica, per evitare il deflusso verso il mare delle acque derivanti dalle intense precipitazioni. Occorrerà realizzare nuovi bacini per raccogliere e conservare le acque. così defluiscono verso il mare. 

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