Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Castelfiorentino

Operazione 'bastione', smantellate piazze di spaccio di cocaina, eroina, hashish e marijuana: consegnavano 'a domicilio' dosi nascoste nelle mascherine

Operazione dei carabinieri, coinvolte anche donne che nascondevano la droga nelle parti intime

Foto d'archivio

I carabinieri di Firenze e Siena hanno concluso una complessa attività di indagine che ha permesso di ricostruire i canali di approvvigionamento e spaccio di cocaina, hashish e eroina che rifornivano piazze del Fiorentino (in particolare Castelfiorentino) e del Senese.

Le indagini avviate dai carabinieri della compagnia di Siena nell’aprile 2019, coordinate dalle procure della Repubblica di Siena in una prima fase e di Firenze successivamente, sono state sviluppate unitamente a militari del nucleo investigativo di Firenze e hanno portato alla luce un articolato contesto di spaccio in un vasto territorio e in particolare nei comuni di Certaldo, Castelfiorentino, Gambassi Terme, Montaione, Barberino Valdelsa, Montelupo Fiorentino, Pontedera, Siena, Monteriggioni, Colle di Val d’Elsa, San Geminiano, Poggibonsi.

Nel corso dell’attività, quattro uomini sono stati arrestati in flagranza di reato (il primo a Siena e gli altri tre a Castelfiorentino), due su ordinanza di custodia cautelare e 18 sono stati denunciati in stato di libertà. Si tratta di persone di età comprese tra i 23 e i 40 anni, in gran parte di nazionalità albanese e in parte italiani.

Importanti sequestri di stupefacente sono stati operati nel centro storico di Siena e nel comune di Castelfiorentino per un totale di oltre un chilogrammo di cocaina, tre chilogrammi di marijuana e novecento grammi di hashish.

L’attività, che ha tenuto in considerazione anche le risultanze raccolte dai carabinieri in relazione alla morte a Gambassi Terme avvenuta nel 2018 di una campionessa italiana di ciclocross ha permesso di monitorare un modus operandi consolidato degli indagati che, dopo aver approvvigionato lo stupefacente di diversa tipologia nella provincia di Pisa, lo vendevano in diverse località tra Siena e Firenze.

Anche durante il periodo di emergenza sanitaria e di lockdown la vendita e lo spaccio non si erano fermati: con una maggiorazione dei prezzi di vendita della droga, la stessa veniva consegnata a domicilio, utilizzando le mascherine chirurgiche per nascondere le singole dosi.

Tra gli indagati anche alcune donne, quasi tutte legate ai membri del gruppo criminale, le quali nel tempo erano riuscite ad affermarsi con un ruolo principale. Le stesse si occupavano del trasporto dello stupefacente che occultavano solitamente nelle parti intime.

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