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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza della Signoria

Operaio minaccia suicidio gettandosi da Palazzo Vecchio | VIDEO

Un ex operaio interinale della SAS è entrato nel Salone dei Duecento con un collega, ha aperto un finestrone ed ha minacciato di togliersi la vita. I vigili urbani sono riusciti a fermarlo

Attimi di paura in Consiglio comunale quando Leonardo Natali è entrato nel Salone dei Duecento, ha aperto uno dei 5 finestroni subito dietro i banchi dei consiglieri ed ha minacciato di togliersi la vita. Urla, grida, ed i vigli urbani che sono subito intervenuti bloccandogli gambe ed un braccio. Con l’altro Leonardo si teneva forte ad una delle colonne che contornano le mura esterne di Palazzo della Signoria. “Sono quindici mesi che nessuno mi da ascolto” ha urlato Leonardo Natali, “ora basta, sono pronto a tutto”. “Ho un buco in banca di sei mila euro – ha continuato – andate voi a dire a mia moglie che non ho un lavoro”. Dieci minuti di panico, i lavori del Consiglio interrotti, ed il capannello di vigili e di mani tra chi lo stava tenendo e chi cercava di convincerlo a scendere. “Scendo, scendo” ha detto alla fine “tanto qui di finestre ce ne sono parecchie”. Sotto la finestra, Gianni Firidani, collega ed amico di Natali che ha improvvisato un comizio sulla situazione che i due stanno patendo da mesi. Ma chi sono i due uomini?

PAURA A PALAZZO VECCHIO, LE IMMAGINI

Natali e Fridani sono due ex dipendenti interinali della SAS, la società partecipata al 100% dal Comune per i Servizi alla Strada, licenziati il 31 dicembre 2010 alla scadenza del contratto. All’epoca in 12 persero il posto di lavoro. Sei carristi, tuttavia furono reintegrati in organico; altri quattro hanno trovato occupazione alternative. Così dei 12, Gianni e Leonardo, sono rimasti al palo, appiedati. Ma non si sono arresi. Hanno fatto ricorso ed il giudice che, nella sentenza di primo grado, ha dato ragione ai due ex operai intimando l’azienda all’immediato reintegro nel posto di lavoro. A questo punto però si è mossa la SAS che ha impugnato la sentenza. Nell’appello il tribunale ha dato nuovamente ragione ai due ex interinali, ma non ha confermato l’obbligo di reintegro. Così i due, in attesa del terzo grado di giudizio, sono senza stipendio da più di anno. “E’ da quindici mesi che veniamo qui in Comune, ci abbiamo fatto il viottolo. Siamo stufi delle promesse, le lettere. Ed abbiamo anche le registrazioni delle promesse”, hanno urlato all’unisono mentre si avviavano in un aula di Palazzo Vecchio, dove sono stati ricevuti dall’assessore Massimo Mattei e dal consigliere Eros Cruccolini. “L’incredibile di questa vicenda – hanno sostenuto i consiglieri Torselli e Grassi che hanno seguito da vicino la vicenda – è che la SAS, partecipata al 100% del Comune abbia fatto ricorso contro i due lavoratori. Oltretutto vogliamo ricordare che il Consiglio votò all’unanimità una mozione per il reintegro totale”.
 

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