Operaio morto sul lavoro a Castelfiorentino: due indagati

Sono lo zio della vittima e un altro operaio. Lunedì l'autopsia

La procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo e iscritto sul registro degli indagati due persone per la morte di Nertil Bushi, l'operaio albanese di 27 anni deceduto ieri mattina a Castelfiorentino, nell'Empolese, dopo essere precipitato dal tetto di un magazzino nel piazzale di via Vittorio Niccoli sul quale stava eseguendo lavori di posa di catrame. Si tratta dello zio del giovane, Dritan Bushi, 45 anni, anch'egli albanese, e di Bruno Napoli, operaio calabrese. I due, difesi dagli avvocati Mattia Alfano e Massimo Nistri, si sarebbero accusati a vicenda circa la titolarità dell'impresa per cui l'operaio stava lavorando. Sul punto sono in corso gli accertamenti del pubblico ministero Sandro Cutrignelli e dei carabinieri. Non è ancora chiaro infatti se Dritan stesse lavorando a nero e seguendo le prescrizioni di sicurezza per questo tipo di lavori oppure no.

Accertamenti approfonditi sono in corso anche sul capannone, che si trova nella frazione di Cambiano, e sulla proprietà di quest'ultimo, la Ve.Ca., una società in liquidazione. Circa una prima ricostruzione dell'evento che ha portato alla tragica scomparsa del giovane, pare che l'operaio – che stava lavorando con una fiamma ossidrica sul tetto - sia caduto per cause ancora da chiarire (forse un cedimento del tetto) schiantandosi a terra dopo un volo di circa 10 metri e che di lì a poco sia divampato l'incendio che ha distrutto la struttura, nonostante il tempestivo intervento di vigili del fuoco, 118, carabinieri ed elisoccorso Pegaso.

Quel che è certo, invece, è che in passato, il 29 agosto 2011, nello stesso edificio morì un altro operaio, un cittadino albanese di 44 anni che stava eseguendo lavori di manutenzione e impermeabilizzazione del tetto. In quel caso, l'operaio non risultò assunto in regola da una ditta gestita da un connazionale e il titolare dell'impresa fu arrestato dai carabinieri.

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Intanto l'area in cui si è verificato l'ennesimo incidente mortale sul lavoro (il 21esimo in Toscana dall'inizio del 2019) è già stata posta sotto sequestro mentre la salma della vittima, che viveva a Soci, una frazione del comune di Bibbiena, in provincia di Arezzo, è stata trasferita all'istituto di medicina legale di Careggi, dove lunedì prossimo verrà sottoposta ad autopsia.

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