Domenica, 17 Ottobre 2021
Cronaca

Operai aggrediti con bastoni a Prato. La condanna del sindaco Biffoni: "Violenze inaccettabili, i responsabili devono pagare"

La dura presa di posizione del primo cittadino dopo la 'spedizione punitiva' di fronte alla fabbrica: "Individuarli al più presto, lo Stato ci aiuti"

"Tutti gli episodi di violenza sono inaccettabili, chi se ne rende responsabile deve essere presto individuato e ne deve pagare le conseguenze. Se vengono aggrediti lavoratori che manifestano pacificamente e nel rispetto delle regole, non ci può essere tolleranza".

Così il sindaco di Prato Matteo Biffoni condanna quanto accaduto ieri davanti alla Dreamland, azienda di pronto modo di via Luigi Galvani a conduzione cinese dove, come denunciato dal sindacato Si Cobas, i lavoratori pachistani in sciopero davanti alla fabbrica sarebbero stati aggrediti con mazze e bastoni senza alcun motivo. "Se non quello di denunciare lo sfruttamento all'interno dell'azienda", denunciano i Si Cobas.

Operai aggrediti con mazze e bastoni / IL VIDEO

E proprio i Si Cobas tirano in ballo il primo cittadino, che risponde con la condanna di cui sopra. "Il rispetto delle regole è imprescindibile, sempre", prosegue Biffoni.

Biffoni torna anche sul tema dello sfruttamento lavorativo, più volte denunciato dal Si Cobas in molte aziende del Macrolotto.

"Il Comune in collaborazione con tutte le istituzioni continua a lavorare pancia a terra su questo fronte, nei limiti delle proprie competenze. Le operazioni condotte anche in questi mesi dalla procura, dalle forze dell'ordine, dall'ispettorato del lavoro stanno portando risultati, però senza un intervento più deciso da parte dello Stato, con il potenziamento degli organi periferici sul territorio non si risolve. E' anni - sottolinea il sindaco -, che lo chiediamo. A Prato tutti stiamo facendo il massimo possibile, ora il governo deve intervenire concretamente", chiede Biffoni.

Ieri in seguito all'aggressione cinque lavoratori pachistani sono finiti all'ospedale, uno in gravi condizioni, dopo avere perso conoscenza. A giugno un'altra aggressione, sempre da parte di persone evidentemente asiatiche, con ogni probabilità cinesi, era stata condotta nei confronti di alcuni lavoratori della stamperia Texprint, di cui è cliente la Dreamland e anch'essa a conduzione cinese.

L'aggressione di fronte alla Texprint / VIDEO

Nel frattempo dalla questura di Prato arriva la conferma che si è trattato di una vera e propria "aggressione" e che sono in corso le indagini per risalire ai responsabili, anche grazie ai filmati girati dagli stessi sindacalisti.

Parole di condanna anche dalla Regione Toscana. "Episodi gravissimi da condannare con fermezza", dice l'assessore Stefano Ciuoffo, che conosce bene Prato, dove in passato è stato assessore all'ubranistica. Anche Ciuoffo chiede 'soccorso' allo Stato.

"Il Comune di Prato nel corso di questi anni ha maturato esperienze significative e posto azioni concrete per arginare il fenomeno ma diventa non più rimandabile - afferma infatti -, un’azione forte da parte dello Stato per il potenziamento degli organi periferici dell’ispettorato del lavoro. Su questo chiediamo un impegno concreto e rapido".

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