Omicidio stradale, presidio a Firenze. Nardella: "Escalation di inciviltà"

Anche sindaco e assessori alla manifestazione organizzata a Firenze e in contemporanea in 24 città. Presenti associazioni e familiari delle vittime per chiedere pene certe

C'erano anche il sindaco Dario Nardella insieme agli assessori Sara Funaro e Andrea Vannucci alla manifestazione che si è svolta a Firenze, in contemporanea in 24 città italiane, per chiedere l'istituzione del reato di omicidio stradale. Le associazioni Gabriele Borgogni, Lorenzo Guarnieri e i Sostenitori e amici della polizia stradale, insieme ai familiari delle vittime della strada, si sono ritrovati davanti alla Prefettura di via Cavour e hanno rinnovato l'appello alle istituzioni per chiedere pene certe per chi commette reati del genere.

"Assistiamo ad una escalation di inciviltà dei pirati della strada, che ancora quando guidano non si rendono conto che in mano hanno una vera e propria arma - ha commentato il sindaco Nardella - l'ultimo decesso a Firenze è accaduto ad un motociclista vittima di un'auto che ha fatto inversione ad 'u' in una strada con doppia striscia continua con assoluta tranquillità".

Le associazioni fiorentine sono fra le promotrici, insieme al Comune di Firenze, della raccolta firme per la proposta di legge popolare per l'istituzione del reato di omicidio stradale e che ha raggiunto già 80mila firme (www.omicidiostradale.it). La manifestazione, alla quale hanno partecipato circa 50 persone, è stata indetta in seguito ad una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni, comminata in primo grado e confermata in appello, all'uomo che nel 2010 uccise quattro ragazzi francesi, guidando volontariamente per 30 km contromano in autostrada e in stato di ubriachezza.

L'iniziativa nazionale "ha come obiettivo quello di creare un senso di urgenza al Parlamento e al Governo e all'opinione pubblica sul tema delle vittime della strada, ripetutamente offese da sentenze ingiuste che rinnovano il dolore dei familiari - dicono in una nota le associazioni Borgogni e Guarnieri - non è più accettabile, dopo tanti anni, tante promesse, tante inutili parole, che non sia stato ancora istituito il reato di omicidio stradale e che, a causa di ciò, continuino a rimanere costantemente impunite le migliaia di delitti, come quello dei quattro ragazzi francesi, che ogni anno avvengono puntualmente nel nostro Paese".

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