Delitto di via Rocca Tedalda: indagine a fari spenti

Gli investigatori della squadra mobile al lavoro per risolvere il giallo dell'omicidio Dolfi

A che punto è l'indagine sull'omicidio di Fulvio Dolfi, 62 anni, trovato cadavere nel suo appartamento in una palazzina popolare a Rovezzano la mattina dello scorso 16 luglio?

A fari spenti, gli investigatori della omicidi della squadra mobile fiorentina stanno battendo più piste e forse stringendo il cerchio sul caso, in attesa dei risultati completi delle analisi scientifiche già disposte.

Per quanto riguarda la dinamica dell'omicidio, 'inquadrata' dall'autopsia sulla salma effettuata all'istituto di medicina legale di Careggi, è ormai assodato come Dolfi sia stato attinto da decine di coltellate tra il collo e l'addome -almeno 20 - inferte con ogni probabilità con un coltello non seghettato dal suo assassino. O dai suoi assassini.

L'uomo ha strenuamente lottato per non morire. Lo dicono alcune tracce biologiche repertate: sono di chi lo ha ucciso. C'è un dato che stona, tuttavia: com'è possibile che, in mezzo a una lotta così serrata, nessuno nel condominio di via Rocca Tedalda abbia sentito nulla?

Non un rumore, né un grido di aiuto. Sia come sia, i poliziotti coordinati dal pm Fabio Di Vizio, con gli uomini della scientifica, continuano a cercare informazioni utili dal cellulare della vittima, dalle telecamere di sorveglianza e da alcuni oggetti repertati nel sopralluogo dopo l'omicidio.

Le indagini infatti si starebbero concentrando, come detto, su alcune tracce rinvenute che potrebbe aver lasciato lì l'assassino.

Intanto sono stati sentiti familiari, amici e conoscenti di Dolfi, per cercare di fare chiarezza sulle abitudini dell'uomo, perchè è proprio nel suo stretto giro di contatti che gli investigatori sperano di poter trovare qualche indizio utile a scoprire il killer.

Dolfi, secondo quanto appreso dalle testimonianze, domenica all'ora di pranzo era ancora vivo. Ma perché è stato ucciso così brutalmente? Un regolamento di conti per un debito mai saldato, magari per vecchie questioni di stupefacenti? Oppure una lite estemporanea, finita in tragedia?

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Al momento manca anche l'arma del delitto, che non è stata trovata. Dolfi viveva da solo nella casa di via Rocca Tedalda, dove era andato a vivere di recente dopo molti anni passati in una casa in zona Due Strade.

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