Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Omicidio a Ravenna, Cagnoni risponde al gip: "Sono innocente"

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo del noto professionista ravennate

Cagnoni insieme alla moglie

Questa mattina Matteo Cagnoni, il noto dermatologo accusato dell'omicidio della moglie, è stato interrogato per circa quattro ore nel carcere di Sollicciano. Cagnoni si è presentato all'udienza di convalida assistito dall'avvocato Giovanni Trombini del foro di Bologna. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo (il professionista era stato bloccato in una villa di Firenze) e ha disposto la custodia cautelare in carcere. Cagnoni, tuttavia, non si è avvalso della facoltà di non rispondere. L'uomo, infatti, secondo le prime informazioni, si sarebbe dichiarato innocente e avrebbe risposto a tutte le domande del giudice.

LE INDAGINI - Intanto continuano le indagini sull'omicidio. Il procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini, sta lavorando su due aspetti da cui si attendono nuovi importanti dettagli: le tracce di sangue trovate nella villa e le immagini delle telecamere di sicurezza.

Fondamentali saranno anche le risultanze dell'autopsia sul corpo di Giulia Ballestri, fissata per domani. La donna è trovata uccisa nella tarda serata di domenica in una villa disabitata di proprietà della famiglia.

Intanto gli inquirenti stanno cercando di capire con quale pretesto Cagnoni potrebbe aver convinto la moglie a seguirlo nella villa. Secondo un’ipotesi, lui potrebbe aver detto di volerle mostrare, in vista della separazione, dei dipinti di particolare valore, contenuti nella villa che era stata di proprietà del nonno di Cagnoni.
 
Il legale dei Ballestri, Giovanni Scudellari, ha nel frattempo ribadito la volontà della famiglia di Giulia di chiudersi nel massimo riserbo, invitando chiunque possa essere informato di qualcosa a rivolgersi agli investigatori. Si sta anche cercando un bravo psicologo che possa aiutare a comunicare la tragedia ai figli di Giulia, che si trovano ancora a Firenze. A 6, 8 e 11 anni dovranno fare i conti non solo con la morte violenta della mamma, ma anche con l’accusa di omicidio che grava sul padre.

 
 

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