Cronaca

Padre uccide figlio a Scarperia: resta in carcere

Patriarchi davanti al gip: "Non ricordo nulla"

Il gip del Tribunale di Firenze Angela Fantechi ha convalidato l'arresto di Niccolò Patriarchi, il 34enne che la sera di venerdì scorso ha ucciso a coltellate il figlio di un anno e ferito la convivente nella loro abitazione di Sant'Agata nel comune di Scarperia-San Piero a Sieve. Patriarchi resta in carcere con ''accusa di omicidio e lesioni personali aggravate".

Nel corso dell'interrogatorio di convalida di ieri nel carcere fiorentino di Sollicciano l'uomo avrebbe dichiarato di non ricordare nulla di quella sera.

Il 34enne era in cura presso il centro di igiene mentale della Asl di riferimento. Ma la situazione sembrava poter essere risolta grazie alla terapia farmacologica necessaria.

Non era la prima volta che Niccolò alzava le mani su Annalisa. Secondo il quotidiano la Repubblica già nel 2015 i carabinieri si presentarono a casa loro. A febbraio i militari erano nuovamente tornati in quell'abitazione isolata dove vivevano Niccolò e la compagna Annalisa Landi con i loro figli, una bambina di 7 anni e il piccolo Michele di appena 5 mesi. Anche quella volta Niccolò aveva avuto una reazione spropositata nata dal nulla. Accusava Annalisa di aver parcheggiato male l'automobile e così aveva iniziato a inveire contro di lei, fino a colpirla con una testata. Erano arrivati i carabinieri, lei era andata a farsi refertare in ospedale, mentre l'uomo era rimasto per una settimana ricoverato nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Borgo San Lorenzo. Annalisa però avrebbe ritirato la denuncia e riaccolto in casa Niccolò. 

Intanto proseguono le indagini dei carabinieri di Borgo San Lorenzo guidati dal pm Di Vizio. Domani la Procura conferirà l'incarico al medico legale per l'esecuzione dell'autopsia sul corpo del piccolo Michele. 

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