Travolto e ucciso all'Isolotto: scarcerati altri tre imputati per la morte di Duccio Dini

Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari, Nardella: “Sorpresi e amareggiati”

Altri tre accusati di omicidio volontario per la morte di Duccio Dini, il giovane di 29 anni travolto e ucciso il 10 giugno scorso all'Isolotto al termine di un inseguimento tra auto, hanno ottenuto gli arresti domiciliari, e lasciano quindi il carcere di Sollicciano.

Così ha stabilito il tribunale del riesame di Firenze, dopo che già altri due imputati erano stati messi ai domiciliari tra l'estate 2018 e il novembre scorso. I tre che ora lasciano il carcere e vanno ai domiciliari sono Remzi Amet, 65 anni, Antonio Mustafa, 44 e Remzi Mustafa, 20. A questi ultimi due verrà applicato il braccialetto elottronico, che invece non sarà applicato al 65enne Remzi Amet.

In tutto sono sei le persone, di etnia rom e in gran parte residenti al campo del Poderaccio, accusate di omicidio volontario sotto il profilo del dolo eventuale per la morte di Duccio Dini.

Sono accusati anche di tentato omicidio di Bajram Rufat, loro parente, l''uomo inseguito in via Canova per essere punito per uno sgarro tra familiari. E proprio durante l'inseguimento fu travolto e ucciso Duccio Dini, che era fermo sul suo scooter ad un semaforo rosso. Ora in carcere resta solo il 36enne Dehran Mustafa.

“Dopo sette mesi i responsabili della morte di Duccio Dini sono tutti ai domiciliari: anche il capo della spedizione punitiva nella quale a giugno fu investito e ucciso il giovane fiorentino è stato mandato a scontare la pena nelle case popolari assegnate dal Comune”, attacca il senatore di Fratelli d'Italia Achille Totaro, giovedì mattina in conferenza stampa.

“E' un fatto che denunciamo con forza perché è una vicenda che non deve passare sotto silenzio. E' grave che i responsabili di quella morte siano tornati nelle case del Comune, dopo che il sindaco Nardella si era sprecato in affermazioni e interviste a dire che gli alloggi popolari dovevano essere tolti a queste persone”.

Anche il sindaco Nardella ha commentato la notizia, esprimendo amarezza e sorpresa. “Siamo sorpresi e amareggiati per la notizia della scarcerazione di alcuni imputati dell'omicidio di Duccio Dini. Si è trattato di un fatto molto grave, violento, che ha colpito duramente la famiglia Dini e tutta la nostra comunità. Se questo è dipeso da un problema della legge, allora una legge del genere deve essere cambiata”, ha detto Nardella in un video diffuso su Instagram.

Il sindaco ha poi espresso preoccupazione, prendendo le distanze dalla decisione, per il fatto che alcuni di coloro finiti ai domiciliari sconteranno la pena in case popolari.

“Siamo preoccupati perché, proprio dopo che noi abbiamo proposto la modifica del regolamento sull'assegnazione delle case popolari per impedire che vadano a chi si è macchiato di reati così gravi, si è deciso di inviare questi soggetti agli arresti domiciliari proprio in quegli alloggi. Pensiamo – ha concluso Nardella -, che su una vicenda del genere occorra fare una riflessione molto seria”.

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