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Borgheresi da giovane al Forteto (foto da Fb)

Borgheresi da giovane al Forteto (foto da Fb)

"Mi ha detto che mi amava, le ho sparato": così Borgheresi confessa il femminicidio a Cuneo

Il 41enne nato e cresciuto al Forteto resta in carcere dopo l'interrogatorio di garanzia

“Ho sparato il primo colpo a Mihaela. Lei mi ha detto che mi amava. Non sono più riuscito a fermarmi”.

Lo ha detto nel corso dell’interrogatorio di garanzia Francesco Borgheresi, 41 anni, il caporalmaggiore degli apini fiorentino, nato e cresciuto al Forteto, che venerdì scorso ha ucciso a colpi di pistola Mihaela Apostolides, 43 anni, origini romene, madre di un adolescente.

Un uomo ossessionato dalla gelosia, riporta La Stampa, che agli inquirenti ha detto più volte di essere venuto a Cuneo da Firenze armato non per uccidere la donna che amava, ma per un 'regolamento di conti' con il presunto amante di lei, un cuneese.

Borgheresi, dipendente dell'Istituto cartografico di Firenze, ha raccontato che, a causa dell’emergenza Coronavirus, lui e Mihaela non avevano potuto vedersi per due mesi. La donna che lo accusava di trascurarla, perché non poteva lavorare al night in cui era impegnata.
 
Inoltre il caporalmaggiore, proprio per il suol lavoro da militare, era uscito dalla Toscana durante il lockdown per trasferire personale medico a Firenze: altra causa di litigi e scontri, una costante del loro rapporto.

I due, riporta sempre La Stampa, si erano "conosciuti nel 2014 in un club di Villanovetta di Verzuolo", quando lui era "rientrato da una missione all’estero" e lavorava alla caserma degli alpini di Pinerolo.

Quattro mesi fa, lui credeva di aver scoperto che la donna avesse un’altra relazione, con un uomo dell’hinterland di Cuneo: agli inquirenti Borgheresi – che si trova in carcere – ha raccontato il nome, il paese dove vive.

"Lei – sostiene il militare - mi diceva che era vero, poi litigavano e lei negava tutto. Me l’ha detto sua sorella dell’amante, so che gli ha anche prestato la macchina”.

La donna era arrivata a bloccare sul telefono il numero di Borgheresi, con lui che ribolliva di gelosia e frustrazione. Per poi farlo tornare nella sua vita, chiedendo più attenzioni. E soldi.

Venerdì scorso, il 41enne e Mihaela avevano "visto una casa da affittare a Cuneo, in una traversa di corso Nizza", forse per andare a convivere. Poi la spesa al centro commerciale, il ritorno sulla Panda, dove i due hanno passato insieme più di mezz’ora.

Lei gli avrebbe chiesto di vedere altre case, ma hanno finito per litigare, su tutto: lui geloso del presunto amante che aveva 'monitorato' sui social, poi la questione dei soldi che le aveva regalato e il prestito da 20 mila euro che le aveva fatto (denaro che a sua volta si era fatto prestare da conoscenti).

Quindi gli spari, con la pistola acquistata a febbraio in un’armeria di Borgo San Lorenzo, una semiautomatica prodotta in Spagna, calibro 6,35, sei colpi.

Dopo l’omicidio, Borgheresi ha vagato confuso nel piazzale del centro commerciale, dopo mezz’ora ha chiamato il 112, spiegando quanto successo. E si è fatto arrestare. “Ero innamorato, non volevo perderla”.

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