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Cronaca Scandicci

Omicidio Ciatti, gli amici: "Un calcio alla tempia, letale". Oggi è il giorno degli imputati

Al tribunale iberico di Girona hanno deposto gli amici che erano in discoteca con Niccolò e i genitori del 22enne. L'avvocato della famiglia Ciatti: "un video mostra chiaramente com'è avvenuta l'aggressione"

Ieri al processo spagnolo sull'omicidio di Niccolò Ciatti hanno deposto gli amici e i genitori del 22enne scandiccese. "Niccolò era un ragazzo "tranquillo, lavoratore" hanno spiegato questi ultimi nell'aula del tribunale di Girona. E non aveva rapporti conflittuali con nessuno. Gli amici della vittima invece hanno detto che il calcio in faccia subito dal 22enne nella discoteca St. Trop fu inferto per infliggergli "il massimo danno possibile" e fu così "violento" da poter risultare addirittura "letale".

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Gli amici di Ciatti finora sentiti dal giudice, quattro dei quali sono considerati testimoni oculari, hanno poi insistito sul fatto che Niccolò fosse già a terra quando fu colpito da quel calcio, sferrato secondo loro in un modo "da professionista". "Ho sentito il rumore di quel calcio, nonostante il frastuono della discoteca", ha ricordato uno di loro. Ciatti, secondo quanto ricostruito dall'accusa, era già stato colpito da Bissoultanov con almeno un pugno.

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Secondo il legale della famiglia Ciatti, Agnese Usai, il presunto killer di Niccolò è "un lottatore esperto" che ha puntato a colpire la vittima con un calcio alla tempia, quindi "nel punto più delicato", sapendo perciò "benissimo" che gli avrebbe "provocato la morte". Per l'avvocato la "prova regina" per sostenere la tesi dell'accusa è un video a suo tempo consegnato alla polizia catalana. "Li' si vede chiaramente" come è avvenuta l'aggressione, ha affermato. Una tesi simile a quella della procura, di cui ieri sono stati sentiti alcuni investigatori.

La difesa dell'imputato sostiene invece che si tratti di omicidio involontario. E oggi sono previste, dopo le testimonianze dei periti medici, proprio le deposizioni di Bissoultanov e del suo presunto complice, Movsar Magomadov, entrambi riconosciuti ieri dagli amici della vittima. Per il primo l'accusa, il pm Victor Pillado, ha chiesto 24 anni. Per il secondo invece la procura catalana non ha chiesto alcuna condanna, considerandolo un testimone, anziché un complice come invece sostiene la famiglia Ciatti. Per lui, c'è comunque una richiesta di condanna a 15 anni avanzata dalle parti civili.

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