Architettura occupata in solidarietà con il popolo curdo: “Stop ai bombardamenti” / FOTO

Due giorni di eventi e presidi: “Basta silenzio, la strage di Erdogan a Afrin anche grazie ad armi italiane”

La facoltà universitaria di Architettura di Santa Verdiana, in piazza Ghiberti, è occupata da ieri sera, venerdì, fino a domenica sera, per denunciare con una serie di iniziative i pesanti bombardamenti che da settimane l'esercito turco di Erdogan sta effettuando su Afrin, città curda nel nord della Siria, nella regione del Rojava. Bombardamenti che stanno causando migliaia di vittime civili e decine di migliaia di profughi.

“Tutto il mondo guarda nel silenzio di media e istituzioni il massacro della popolazione di Afrin in Siria. L'esercito turco colpisce la costruzione di una società libera, fondata sulla parità di genere e la democrazia diretta. Rimanere a guardare ci rende complici, per questo vogliamo rompere il silenzio”, spiegano i ragazzi dei collettivi che hanno messo in piedi l'occupazione e lanciato il gruppo Facebook 'Da Firenze ad Afrin'.

Tra gli eventi, oltre ad una mostra fotografica sui bombardamenti in Siria, la trasmissione di documentari, dibattiti e la testimonianza, oggi alle 15, di Claudio Locatelli, attivista italiano che ha combattuto al fianco dei curdi contro l'Isis in Siria e ora rientrato in Italia.

Da sempre la Turchia e il suo presidente Erdogan si oppongono con ogni mezzo alla formazione di una regione curda che abbia una qualsivoglia indipendenza o autonomia. In solidarietà con il popolo curdo ieri il Coordinameno toscano per il Kurdistan ha effettuato un presidio sotto la prefettura di via Cavour. Un altro presidio si svolgerà oggi tra le 14 e le 17 in piazza San Lorenzo. Una manifestazione per denunciare quello che sta succedendo ad Afrin ed in Kurdistan si svolgerà a Firenze sabato 7 aprile.

Sui social girano una valanga di immagini sui bombardamenti e sulle stragi di civili, donne, bambini, anziani, in atto su Afrin e sull'intera regione del Rojava. “Anche l’Italia è in prima fila nel sostegno al regime di Erdogan. Il nostro Paese, tramite Leonardo-Finmeccanica, continua a vedere armi e tecnologie militari ad Ankara. I sistemi radar che permettono oggi all’aviazione turca di localizzare le postazioni curde, così come gli elicotteri d’attacco Mangusta A 129 che sganciano bombe sulla popolazione di Afrin, sono entrambi di fabbricazione italiana”, denunciano il Coordinamento per il Kurdistan e i collettivi universitari.

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