Nuovo stadio, sì alla 'variante Mercafir' ma il Pd si spacca

Il presidente del Quartiere 2 Pierguidi attacca: “Altri progetti nemmeno esaminati”

Il consiglio comunale oggi ha adottato la variante urbanistica che segna un altro passo per la realizzazione del nuovo stadio della Fiorentina alla Mercafir.

La zona attualmente occupata dai mercati generali sarà divisa in due: nell'area sud lo stadio, nell'area nord la nuova Mercafir.

La variante, proposta dall'assessora all'urbanistica Cecilia Del Re, è stata adottata con 22 voti favorevoli (Pd e Lista Nardella), 7 contrari (Sinistra progetto comune, Lega e 5 Stelle) e 3 astensioni (Forza Italia e Fratelli d'Italia).

Ma nel Pd esce allo scoperto una evidente spaccatura. “Sono molto preoccupato. Così si condanna il Franchi all'abbandono”, ha detto Michele Pierguidi, presidente del Quartiere 2 ed 'ospite' in consiglio comunale.

Pierguidi chiede da tempo che la Fiorentina continui a giocare al Franchi anche in futuro e che si prendano in considerazione “progetti finora mai esaminati”. Il riferimento è allo 'stadio dentro lo stadio' dello studio di architettura BCB Progetti Srl.

Tra i colleghi dem l'imbarazzo è evidente, con il capogruppo Armentano che, tra gli altri, cerca di tamponare. “Rivendicazioni giuste, manterremo la vitalità del Franchi”, dice Armentano. “Ma come, se votate un atto che va in senso contrario?”, chiede Jacopo Cellai di Forza Italia.

Anche Ubaldo Bocci, portavoce del centrodestra, attacca la maggioranza sottolineando che “ci sono progetti per recuperare il Franchi sul quale la Soprintendenza ancora non si è espressa”. La Lega vota 'no' a quello che definisce “uno scempio”, mentre Fratelli d'Italia si astiene.

Sinistra progetto comune con Palagi propone un ordine del giorno che impegni alla riqualificazione del Franchi (l'atto viene bocciato) oltre a chiedere che il nuovo impianto resti pubblico, comunale, come avviene per l'attuale stadio (invece la variante dà il via libera allo 'stadio di proprietà' della società di calcio, cioè privato).

Roberto de Blasi, Movimento 5 Stelle, parla di una “scelta frettolosa” e invita a considerare il progetto dello stadio dentro lo stadio. Ma ormai la 'direzione Mercafir' sembra preso.

La variante di oggi determina anche le destinazioni d'uso. Nell'area destinata al nuovo mercato 30mila metri quadri per l’insediamento del servizio mercatale vero e proprio, 28mila metri quadri per attività industriale e artigianale comprensiva delle attività commerciali all’ingrosso e depositi, 3mila metri per il 'commerciale' (medie strutture di vendita) e 4mila metri per funzioni direzionali (cioè uffici).

Nel comparto sud, oltre allo stadio, 18mila metri quadri per 'destinazione commerciale' (negozi e/o centri commerciali), 8mila metri di 'direzionale' e 4mila200 per funzione 'turistico-ricettiva' (alberghi).

Con la variante adottata la nuova stazione ferroviaria Guidoni e lo svincolo di Peretola non dovranno più essere realizzati prima del via ai lavori dello stadio, ma entro la fine dei lavori di realizzazione dell'impianto.

A gennaio dovrebbe uscire il bando pubblico per la vendita dei terreni dove dovrà sorgere lo stadio.

Il prezzo sarà fissato da una perizia tecnica, come chiede la legge, visto che si tratta di terreni comunali, pubblici. Si stima che valgano almeno 15 milioni, ma Rocco Commisso ha detto che vuole pagare al massimo 6 milioni. "E se alla fine la Fiorentina non compra i terreni che succede?", chiede Bocci. Bella domanda. Una risposta per ora non c'è.

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