Caldaie gratis: il progetto del sindaco Nardella per una Firenze più green

Una città più green, il progetto del sindaco per sostituire le caldaie obsolete

Dopo le strisce blu gratis per i residenti in città, il sindaco Nardella annuncia una nuova rivoluzione che andrà a toccare le case dei fiorentini. A Firenze ci sono circa 10mila caldaie con più di 15 anni, la volontà sarebbe quella di cambiarle gratuitmente con quelle di ultima generazione, quindi meno inquinante.

"Saremo la prima città in Italia dove sarà possibile cambiare una caldaia gratis - spiega Nardella ai microfoni di Lady Radio -. L'inquinamento domestico è sei volte più inquinante di quello del traffico". L'idea del sindaco è quella di fare accordi con le banche così che la famiglia riceverà "tutto il rimborso della spesa, senza pagare interessi". 

Per capire come muoversi sarà necessario aspettare la nuova legge di bilancio "per capire a quanto ammonta il contributo dello Stato. Fino all'anno scorso ammontava al 65%, se venisse confermato come spero questo contributo da parte dello Stato il Comune può farsi carico insieme ad altri soggetti cofinanziatori del restante 35%".

Saranno realizzati due bandi, uno per individuare le aziende che si occuperanno della sostituzione delle caldaie e uno per trovare i partner finanziari, cioè le banche. Secondo quanto annunciato dal sindaco sarebbe già stata informata la Cassa di Risparmio di Firenze che avrebbe espresso interesse nel cofinanziare il progetto. La speranza è quella di dare il via all'operazione entro il 2020 e di sostituire le caldaie obsolete.

La risposta di CNA Firenze

"L’idea di incentivare la sostituzione del parco caldaie più ‘anziano’ e quindi più inquinante della città non può che trovarci d’accordo. Resta da capire, però, come il Comune di Firenze intenderà realizzarlo", replica Paolo Pagliarani, Presidente Cna Installazione Impianti Firenze.

Se l’idea, però, è quella di creare un meccanismo che preveda che ad occuparsi del lavoro di sostituzione non siano le imprese impiantiste, ma le “aziende del gas”, cioè le multiutilities, Cna è fortemente contraria, si legge in un comunicato stampa.

“Per anni portiamo avanti la battaglia per contrastare le operazioni messe in atto dalle società di distribuzione dell’energia nel settore impiantistico, che propongono alla clientela un servizio chiavi in mano comprensivo della realizzazione dell’impianto perché per farlo si avvalgono di imprese regolarmente iscritte in CCIAA e abilitate, ma che di fatto operano come una vera e propria rete fiduciaria, con un grado di autonomia fortemente ridotta e a tariffe sensibilmente inferiori a quelli normalmente praticate sul mercato imposte dal fornitore di energia".

Un meccanismo che finisce per minare la libertà di impresa e per svilire una figura, quella dell’installatore, a cui negli ultimi anni il legislatore ha imposto un complicato e costoso processo di qualificazione professionale, tutt’altro che concluso.

La soluzione per Cna, che auspica un confronto con il Sindaco, è quella che Palazzo Vecchio conceda sì ai cittadini il 35% (che, aggiunto al 65% ottenibile dalle detrazioni fiscali permetterebbe la sostituzione a costo zero) lasciandoli però liberi di scegliere l’impresa a cui rivolgersi per fare il lavoro.

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