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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca

In cielo c'è una nuova stella, la conferma dagli Usa: la scoperta di due astrofili fiorentini

Si chiama Hack-Hypatia, nata dalla collaborazione dall'osservatorio Hack con l'Hypatia di Rimini

Ha preso il nome dai due osservatori di Firenze e di Rimini che l'hanno scoperta: si chiama Hack-Hypatia V1 la nuova stella variabile. E' stata identificata ed aggiunta pochi giorni fa nel catalogo ufficiale americano "The International Variable Star Index (VSX)".

E' il frutto della collaborazione nata sei mesi fa fra l'Osservatorio Astronomico Margherita Hack di Firenze e l'Osservatorio Astronomico Hypatia di Rimini e nello specifico da Nico Montigiani e Massimiliano Mannucci dell’Osservatorio Hack, e Fabio Mortari e Davide Gabellini dell’Osservatorio Hypatia. 

E' stato durante l’analisi delle stelle di campo dell’asteroide Arequipa che l’attenzione è caduta su una stella in particolare che sembrava mostrare una leggera variabilità, ma i dubbi erano molteplici in quanto si trattava di una variazione di intensità luminosa molto molto piccola.

Dopo numerose sere spese a misurare fotometricamente tale stella e unendo i dati raccolti con quelli messi a disposizione dalle survey ASAS-SN e ZTF, che sono rispettivamente le osservazioni di All-Sky Automated Survey della Ohio State University e le osservazioni del Palomar Observatory in California, è stato possibile far convergere i dati ed ottenere una curva di luce ed il relativo periodo di variabilità.

Il passo successivo è stato quello di comunicare i dati raccolti all’ American Association of Variable Star Observers (AAVSO), e nello specifico al loro organismo denominato The International Variable Star Index (VSX). Pochi giorni di attesa ed il 19 Febbraio 2022 è arrivata la validazione della scoperta.

La variabile è situata nella costellazione del Cane Minore, ha un periodo primario di circa 2 ore 17 minuti 46 secondi, una magnitudine media di circa 13,63(V) ed una escursione di poco superiore ad un centesimo. La sua bassa variazione è stata di certo la sfida maggiore, in quanto era fondamentale effettuare misure precise e con il più alto rapporto segnale/rumore possibile, cosa che ha portato ai propri limiti strumentali i setup disponibili nei due osservatori.

Dalla curva di luce è stato possibile dedurre che si tratta di una variabile del tipo Delta Scuti, cioè un tipo di stella variabile che può cambiare la propria luminosità a causa di pulsazioni della sua superficie, sia radiali che non radiali. Le variazioni di luminosità tipiche sono semi-regolari con variazioni di magnitudine tipicamente comprese tra 0,003 a 0,9 nel corso di alcune ore.

Le stelle di questo tipo sono in genere giganti o di sequenza principale di tipo spettrale da A0 a F5. La sinergia fra i due osservatori ha portato ad uno splendido risultato, che si spera sia solo il primo di una lunga serie.

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