Cronaca Centro Storico / Piazza Sant'Ambrogio

Centro: nuova illuminazione per la chiesa di Sant'Ambrogio / FOTO

Tecnologia e arte insieme per portare avanti l'operazione vivibilità nel quartiere

La chiesa di Sant’Ambrogio si accende di una nuova luce. Da ieri sera la chiesa ha una nuova illuminazione permanente a led visibile della facciata dell'edificio.

Si tratta del nuovo impianto di illuminazione progettato e realizzato da SILFIspa per la chiesa situata nell'omonima piazza, molto frequenatata dai giovani nelle ore notturne. L'obiettivo è quello di riqualificare la zona che è il cuore della movida fiorentina. 

“Con questo intervento Firenze vede arricchirsi ancora la sua illuminazione monumentale a led - ha dichiarato il presidente di SILFIspa Matteo Casanov -, combinando sensibilità artistica e tecnologie all’avanguardia, il tutto grazie all’altissimo know how delle maestranze e dei progettisti di Silfi, che permettono alla città di essere considerata un punto di riferimento europeo sul tema”

A essere illuminata da 20 apparecchi a led è una superficie di 250 metri quadrati che comprende, oltre alla facciata, anche il sagrato della chiesa. Un'illuminazione permanente pensata per donare una nuova luce alla chiesa e a tutta l'area intorno, nel cuore del rione di Sant'Ambrogio, che è stata inaugurata nell'ambito di “F-Light”, Firenze Light Festival. All'accensione di ieri erano presenti l'assessore allo sviluppo economico del Comune di Firenze Cecilia Del Re, il presidente di SILFIspa Matteo Casanovi e il direttore generale Manuela Gniuli.

L’intervento è stato progettato come un “vestito sartoriale” su misura, per ricercare il miglior inserimento possibile della luce nel contesto ambientale della piazza. Gli apparecchi scelti per l’illuminazione delle monofore sono stati studiati ad hoc, sia per la configurazione con cui sono stati concepiti che per la finitura dello stesso colore dell’intonaco bianco/panna dell’edificio, su cui sono stati installati riducendone al massimo l’impatto visivo.

La scelta è stata quella di differenziare la percezione del candore e della purezza dello “schermo” delle pareti bianche di facciata, sulle quali è stata utilizzata una luce bianca neutra a 4000 gradi Kelvin, dal dettaglio e dalla profondità delle finestre a monofora, che vengono invece “scaldate” da una luce bianca calda a 3000 gradi Kelvin.

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