Lunedì, 15 Luglio 2024
Il caso

Minori stranieri: in Toscana 682 denunce di scomparsa, 6 su 10 non si trovano più

La Garante per l’infanzia e adolescenza: “Fenomeno preoccupante, quando si perdono le loro tracce sono esposti a qualsiasi pericolo perché privi della minima protezione”

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431 minori stranieri scomparsi nel nulla in Toscana nel 2023, su 682 denunce. Sei su dieci non si sa che fine abbiano fatto. Un numero enorme anche rapportato ai coetanei italiani: al 31 dicembre erano 35 quelli ancora da rintracciare su 216 segnalazioni. La vicenda più eclatante, soprattutto per le modalità con cui è avvenuta,  è quella della piccola Kata, sparita dall’ex hotel Astor quasi un anno fa, che però rappresenta un caso a se stante. 

Minori italianiMa gli “under 18” che spariscono sono tantissimi: tra gli stranieri la fascia 0-17 anni è quella più rappresentata: l’89% a livello nazionale, 17.535 su 19.646, come riportato nella relazione annuale del Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. E la gran parte di loro è qui da solo, senza una famiglia.

Stranieri scomparsi per fascia di etàA confermare che esista un caso “minori stranieri”, è pure il rapporto del gruppo di giornalismo investigativo Lost in Europe, anche se i dati non contengono riferimenti diretti a Firenze o alla Toscana. Sono 51.439 quelli che hanno fatto perdere le proprie tracce dal 2021 al 2023 in tutto il Continente. O quasi, visto che 13 Stati su 32 non hanno fornito alcuna cifra. E all’appello mancano Paesi di primo approdo come la Grecia. L’Italia è al primo posto: 22899 i ragazzi e le ragazze spariti, seguita dall’Austria.

“Che siano i minori ad avere numeri così alti tra le denunce di scomparsi stranieri non deve sorprendere - afferma Isabella Mancini, presidente dell’associazione Nosotras Onlus che dal 2017 gestisce due gruppi appartamento per l’autonomia di Msna a Firenze - perché gli enti gestori hanno ovviamente l’obbligo di sporgere denuncia nel caso di un loro allontanamento, anche se volontario. In questi sette anni di attività nell’ambito dell’accoglienza, su una sessantina di minori quattro sono andati via spontaneamente: due tunisini, un algerino e un albanese. I tre ragazzi del Nord Africa hanno cercato di raggiungere familiari o amici in Francia, Germania o Svizzera. Uno di loro è poi rientrato a Firenze, un altro invece è stato rimandato dalla Svizzera in Italia ma a Milano, del terzo non abbiamo avuto informazioni. Il ragazzo albanese si era invece allontanato per raggiungere uno zio in Umbria perché voleva far ritorno in patria. Poi di denunce ne abbiamo fatte altre, ogni volta che non rientrano la notte. Ma si sono sempre ripresentati a casa il giorno dopo”.

Minori stranieri

“Questi minori - prosegue -  sono delle teste di ariete per le famiglie: cercano un impiego, ma i tempi sono troppo lunghi per poterli inserire nel mondo del lavoro e così tentano raggiungere i luoghi in Europa dove le comunità di origine sono più numerose, strutturate, con più soluzioni da offrirgli.  Ad esempio le comunità tunisina o algerina in Toscana non sono particolarmente presenti, meno di quella egiziana o bengalese. I minori albanesi, che sono la maggioranza dei nostri ospiti, difficilmente se ne vanno. Spesso hanno parenti con cui mantengono una relazione e che possono aiutarli a trovare un impiego e soprattutto una abitazione una volta raggiunti i 18 anni. Chi invece non ha un punto di riferimento può diventare manovalanza a buon mercato per la microcriminalità o lo spaccio di stupefacenti”.

Msna in abitazione a Firenze

Un tema, questo, che a Firenze è tornato nuovamente alla ribalta negli ultimi giorni con il report della polizia che ha mostrato denunce e arresti in crescita nel capoluogo, in controtendenza con il dato nazionale dove si registra un calo.

“Che ci siano minori che delinquano è certo, che siano solo quelli non italiani lo contesto nel modo più assoluto. È una narrazione brutta e sbagliata, che purtroppo sta facendo breccia nell’opinione pubblica”,  dice Carla Garlatti, Garante per l’infanzia e l’adolescenza che preferisce soffermarsi sul fenomeno delle sparizioni, definendolo  “preoccupante e grave”.  “Nel momento in cui si perdono le loro tracce, i minori sono esposti a qualsiasi pericolo, allo sfruttamento sessuale o lavorativo o ancora al reclutamento da parte della criminalità. Sono ragazzi privi della benché minima protezione”. 

Nei primi tre mesi del 2024, facendo riferimento ai dati del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali sono “usciti dai radar” 1.370 ragazzi. Un allontanamento “di massa”, che Garlatti spiega così, confermando quanto detto da Mancini: “Molti di loro non vogliono fermarsi in Italia, per andare a ricongiungersi a familiari e parenti. Le procedure però sono lente; è giusto fare accertamenti, capire se le persone a cui vogliono avvicinarsi sono parenti in grado e con la volontà di accoglierli. Però i tempi amministrativi non sono quelli dei ragazzi che non hanno pazienza e scappano. Se va bene raggiungono il luogo desiderato, altrimenti cadono in mani sbagliate, per usare un eufemismo”.

Minore in appartamento

Nell’ultima relazione al parlamento la garante aveva sottolineato l’importanza di tenere separati i minori dagli adulti nel sistema di accoglienza. Separazione in parte smontata dal decreto ‘Cutro 2’ che prevede la “promiscuità” fino a un periodo massimo di cinque mesi per i ragazzi che hanno più di 16 anni. “Non credo che questa decisione però influisca sull’aumento delle fughe, perché è un fenomeno che c’è da sempre. Potremo giudicarne gli effetti tra un anno”. Una coabitazione forzata dovuta, è stato giustificato, dalla carenza di posti nelle strutture. Un problema di sovraffollamento evidenziato in più di una occasione anche a Firenze, la cui provincia ospita mediamente il 40% dei Msna della Toscana. Al 31 marzo erano 396 su 998, il 39,7% del totale. 

Msna in Toscana

“Resta invece una questione molto delicata l’accertamento dell’età - riprende la Garante - Anche se dalle notizie che ho ricevuto, le procedure più rapide e semplificate, attraverso sistemi superati come la misurazione del polso vengono utilizzate con estrema cautela. Però nei giorni scorsi in un Cas ho incontrato un ragazzo che per cinque mesi è stato considerato 20enne e trattenuto in una struttura dove tutti gli altri erano adulti, esprimendo il suo grandissimo disagio. Alla fine è riuscito ad esibire il certificato di nascita, che non è così automatico recuperare, dimostrando di avere solo 17 anni. Troppo spesso si pensa che ci siano maggiorenni che si fingono minori, in realtà l’esperienza dice che è più facile il contrario. Per l’ansia di lavorare nei ragazzi, perché costrette le ragazze, a cui viene ordinato di dichiararsi maggiorenni per farle entrare più rapidamente, a loro insaputa, nel circuito di sfruttamento sessuale quando arrivano in Italia”.

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