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I veri nomi fiorentini e toscani

Molti sono dei semplici diminutivi di nomi più o meno comuni, altri ancora devono la loro diffusione a grandi personaggi del passato. Ecco alcuni nomi tipicamente toscani che potreste sentire ancora oggi

Beatrice/ Bice
Tutto merito di Dante e della sua Divina Commedia, dove l’amata Beatrice lo guida attraverso il regno celeste. Non è un caso infatti che il nome derivi proprio dal latino “Beatrix”, ovvero “colei che porta alla beatitudine”. In Toscana diffuso soprattutto con l’abbreviativo “Bice”.

Cecco
Chi non ricorda il senese Cecco Angiolieri, autore della celebre poesia “S'i' fosse foco?” Oggi usato principalmente come diminutivo del nome Francesco, termine di origine germanica che indicava tutto ciò che era proprio dei Franchi, dunque “francese”.

Cosimo
Presente anche al femminile, questo nome deve la sua diffusione in Toscana al personaggio di Cosimo Il Vecchio, celebre esponente della casata medicea, dove il nome Cosimo ricorre più volte. Dal verbo greco “kosmein”, che significa “ordinare”, dunque traducibile con “ben ordinato”. 

Dante
Un po’ come essere nati in Inghilterra e chiamarsi William. Dante deriva da un’antica abbreviazione di Durante (nome con cui lo stesso Alighieri venne battezzato) ed è il participio passato del verbo latino “durare”, ovvero “colui che dura, che sopporta”. 

?Duccio
Probabilmente nato come vezzeggiativo di nomi altisonanti quali Balduccio, Corraduccio, Tebalduccio e simili, col tempo è divenuto un nome a sé stante e molto diffuso in tutta la Toscana, in particolar modo nella zona del senese. 

Fiorenza
Diffuso anche al maschile, Fiorenza suona come un chiaro riferimento al nome medioevale del capoluogo toscano. Dal latino “florere”, ovvero “fiorire, sbocciare”, ebbe particolarmente fortuna nel periodo cristiano per via del suo sottinteso significato augurale. Stessa cosa per il nome maschile Tosco o Toscano. 

Lapo/Jacopo/Giacomo 
“Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento”, scriveva Dante appellandosi ai suoi amici fraterni Guido Cavalcanti e Lapo Gianni. Quest’ultimo in particolare è un diminutivo dei nomi Giacomo e Jacopo, altrettanto diffusi in Toscana, a loro volta provenienti dal nome ebraico Y’acagobh, probabilmente traducibile come “Dio protegge, protetto da Dio”.

Lorenzo
Un nome che si diffonde grazie ad uno dei più grandi personaggi della Storia, amatissimo dagli stessi fiorentini, tanto da essere ricordato come “Il Magnfico”. Il nome Lorenzo in latino designava “nativo di Laurentium”, città del Lazio, così chiamata per via l’abbondanza di “laurus”, ovvero l’alloro, pianta dei poeti. 

Manfredo/i  
Di origine germanica incerta, forse composto da man, "uomo", e da “fridhu”, "amicizia, pace", dunque "uomo di pace”, o ancora da “magin”, ovvero "forza, potenza", e “fridhu”, traducibile come "colui che assicura la pace con la forza". Figlio di Federico II, divenne re di Sicilia nel 1258, per poi essere ucciso durante la battaglia di Benevento nel 1266. La sua tomba venne profanata e il cadavere gettato lungo le sponde del fiume Leri. La diffusione del nome in Toscana è probabilmente dovuta alla presenza di questo episodio nel Purgatorio della Commedia Dantesca. Il poeta racconta la vicenda di Manfredi nel canto III, collocandolo tra i pentiti in punto di morte. 

Maso 
Alla versione estesa “Tommaso”, i toscani hanno sempre preferito il suo diminutivo. Dall’aramaico “t’oma”, ovvero “gemello”, forse usato come soprannome del celebre apostolo per distinguerlo da un omonimo. 

Neri
Diffusissimo in Toscana, si tratta probabilmente di una aferesi di nomi come Gualtieri, Ranieri e simili. Di etimologia incerta, deriva forse dal latino “niger”, ovvero “ nero”, in riferimento al colore della carnagione o dei capelli, oppure dall'ebraico “Nerì”, traducibile come "il mio lume, la mia luce".

Piero
La sua diffusione è probabilmente imputabile a Piero di Benedetto de' Franceschi, meglio noto come Piero della Francesca, celebre pittore toscano. Variante medievale del nome Pietro che, come spiega il Vangelo stesso, (“Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia Chiesa”), deriva probabilmente dal greco “petra”, a sua volta riconducibile all’aramaico “Kephà”, ovvero “roccia”.

Vanni 
Patrono di Firenze, tutti qui sanno che “San Giovanni ‘un vole inganni”, ma gradisce i diminutivi. Dall’ebraico “Yohanàn”, traducibile come “Dio ebbe misericordia”. 

Vieri 
Un altro diminutivo, stavolta dal nome Oliviero, dal latino “Oliverius”, ovvero “colui che possiede uliveti". Si ricorda il banchiere fiorentino Vieri de’ Cerchi, vissuto ai tempi di Dante e capofila della fazione dei guelfi bianchi. Insieme al poeta prese parte alla battaglia di Campaldino nel 1289 e sempre come Dante venne esiliato dalla città.

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