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Cronaca

Nido e infanzia, protesta sotto Palazzo Vecchio: "Manca personale e ci riducono lo stipendio"

Lavoratrici e lavoratori denunciano una "grave carenza di personale" e mancate sostituzioni del personale assente, oltre al taglio dell'indennità di turno

Presidio e protesta con girotondo sotto Palazzo Vecchio da parte delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi di asilo nido e scuole dell'infanzia comunali, ieri pomeriggio, mentre all'interno si svolgeva il consiglio comunale.

I lavoratori denunciano mancate sostituzioni del personale assente, con conseguente più stress lavorativo nel garantire servizi di qualità, un aumento eccessivo del lavoro burocratico, con meno tempo quindi da dedicare ai bambini, e una "grave carenza di personale amministrativo e di coordinatori pedagocici".

"Ma non basta, nonostante il riconoscimento della grande qualità dei servizi da parte dell'utenza, il Comune riduce il salario a tutti i lavoratori dei nidi e della scuola dell'infanzia", si legge nel volantino distribuito dai rappresentanti delle Rsu del Comune di Firenze, tra cui in piazza Elena Ermini della Cgil.

"Fin dal maggio 2020 (in maniera volontaria con il servizio pollicino nei parchi cittadini) e poi con la riapertura di tutti i servizi a settembre 2020, abbiamo garantito qualità e professionalità per i bambini e le bambine degli asili nido e delle scuole dell’infanzia comunali. Questo, nonostante le tante difficoltà che già si presentavano nei servizi e le nuove dovute al lavorare durante la pandemia. Abbiamo sempre chiesto al Comune di confrontarci per risolvere i tanti problemi, ma purtroppo i pochi incontri avvenuti non hanno prodotto alcun miglioramento. Nonostante i tanti problemi continuiamo ad avere il riconoscimento dall’utenza per la grande qualità dei servizi, e il Comune cosa fa? Riduce il salario ai lavoratori e le lavoratrici dei nidi e della scuola dell’infanzia per l’anno educativo-scolastico 2021-22. Come? Togliendo l’indennità di turno all’improvviso senza discuterne con i sindacati, dicendo che è dal 2019 che se ne sta verificando la congruità. E sostituendola con indennità e modalità non contrattate col sindacato, col risultato - attacca la sezione Funzione Pubblica della Cgil -, di far perdere a lavoratori e lavoratrici circa 40 euro al mese".

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