Omicidio Niccolò Ciatti, la discoteca da 'parte lesa' a 'responsabile civile'

Il padre Luigi lo ha ripetuto spesso in questi due anni: "Se gli addetti alla security fossero intervenuti subito Niccolò non sarebbe morto"

La discoteca dove Niccolò Ciatti fu ucciso non sarà 'parte lesa' nel processo, ma 'responsabile civile'. E' questa una delle 'precisazioni' della giustiza spagnola in merito al caso dell'omicidio di Niccolò Ciatti, il giovane di 22 anni ucciso durante un pestaggio nell'agosto di due anni fa in una discoteca di Lloret de Mar, in Catalogna.

La 'precisazione' arriva dopo la decisione del giudice, nei giorni scorsi, di rinviare a giudizio, e quindi a processo, solo uno dei tre giovani ceceni inizialmente imputati per la morte di Niccolò, il 26enne ex lottatore Rassoul Bissoultanov, escludendo il rinvio a giudizio per il 22enne Khabiboul Koabatov e per il 24enne Movsar Magomadov. Decisione che ha lasciato estremamente amareggiata la famiglia Ciatti.

Del resto, il padre di Niccolò, Luigi, è da due anni che ripete con convinzione di ritenere gravissimo che gli addetti alla sicurezza della discoteca non siano intervenuti subito.

"E' chiaro che se il personale della discoteca fosse intervenuto subito, intervenendo prima di quei 25 lunghissimi secondi, Niccolò sarebbe ancora vivo. Ci ha rimesso la vita per questa grave mancanza", ha ripetuto anche in questi giorni al Tg3 il padre di Niccolò.

La 'precisazione' del giudice spagnolo è arrivata dopo le forti insistenze dei legali della famiglia Ciatti. Ma non solo. La stessa giudice ha precisato che per i due giovani al momento non rinviati a giudizio c'è sempre la possibilità che tornino imputati nel processo, qualora emergessero nuovi elementi di indagine.

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